
Tutto questo mentre da noi, in Italia, proprio nei giorni in cui si è commemorata la Repubblica ( dovrei dire "festeggiata" ma visti i tempi non mi sembra il termine più adatto) l'Associazione Italiana Editori, l'AIE, è preoccupata dalle notizie riportate da alcuni giornali circa la riduzione del 50% dello stanziamento per i fondi al Centro per il libro e la lettura , a causa dell'eliminazione sull'ICI e fors'anche per salvare Alitalia, chi lo sa! D'altr'onde, a proclami politici passati, i soldi dovevano pur uscire da qualche parte, no?
Il Centro - costituito e dotato di finanziamento grazie alla Finanziaria 2008, ma ancora in attesa del decreto attuativo - prevede due obiettivi essenziali: il coordinamento delle competenze che ruotano intorno al mondo del libro e della lettura e un modello di cogestione pubblico-privato per i programmi di promozione.
In Italia si legge poco e male: le vendite soddisfacenti dei tanti libri "usa e getta" stampati sulla scia del comico tv di turno non sono rappresentativi e i libri a fumetti sono ancora relegati a un target esclusivo e niente affatto popolare.

Dire che da decenni mancano riviste dedicate ai ragazzi è ormai tristemente scontato ma educare i giovani alla cultura della lettura ( con immagini o senza) pare non sia un tema interessante.
Eppure un tempo avevamo gloriose testate come "Il Corriere dei piccoli" , " Il Corriere dei Ragazzi" , " Vitt", "Il Giornalino", "Topolino", che coniugavano l'intrattenimento a un insegnamento con parole adatte ai ragazzi. Ai giorni nostri esistono solo poche testate e a mio avviso non sono più incisive come una volta . Cos'è successo?
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