lunedì 26 settembre 2011

E' morto Sergio Bonelli

La notizia in mattinata ha fatto presto il giro di agenzie di comunicazioni, blog e giornali: Sergio Bonelli è morto, ricoverato dopo una malattia.
Aveva le caratteristiche morali degli eroi dei fumetti che pubblicava: Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystére...e tanti altri. Personaggi che perseguono linee di comportamento integerrime fatte di lealtà, ironia, amicizia, senso del dovere. Sergio Bonelli era questo: un editore che per anni ha fatto in modo che il fumetto popolare si costruisse una sua dignità fatta di storie e disegni che non scendevano mai sotto una certa qualità ( quando poi non eccellevano, al pari o anche di più rispetto a tante storie "d'autore" certamente sopravalutate da certa critica e da un certo pubblico ). E mai ha ceduto alle offerte di pubblicità all'interno dei suoi mensili : "Sarebbe uno sgarbo per i lettori"_ ha spiegato più volte. Eppure le pubblicità su Tex o Dylan Dog gli avrebbero fruttato parecchio denaro, ma lui , integerrimo e coscenzioso, amava il suo lavoro, aveva rispetto per i lettori e per il Fumetto.
Chiunque lo abbia conoscuto è d'accordo sul fatto che trattava i suoi collaboratori al meglio possibile: con compensi equi e a seconda dell'impegno e della tiratura della pubblicazione, nessuno doveva rimanere a casa senza lavoro e ai disegnatori più anziani ( si dice, ma è assai credibile) era assicurato una specie di vitalizio per le opere fatte in passato per la casa editrice. Un vero amore per il fumetto e un vero Signore , inimitabile.
Qualche detrattore lo accusava di essere un editore immobile e niente affatto innovatore ma è un giudizio affrettato, ingenuo, bambinesco e fatto da chi di fumetto non ne capisce molto! Se essere innovatore significa far vedere delle squaw nude tra le pagine di Tex o far compiere stragi sanguinose a Zagor o far morire Groucho.. bhe... non significa fare buoni fumetti. "Preacher" non fa parte della scuderia degli eroi della casa editrice di Bonelli e stravolgere un personaggio non vuol dire essere innovatori ma soltanto fare un cattivo lavoro!
E invece innovatore lo è sempre stato, fino all'ultimo. Dai volumi della collana America ( della Cepim) , ai famosi "Un uomo un avventura", all'eroe alternativo Mister No, a Ken Parker, a Martin Mystère che ha aperto le porte agli eroi moderni dell'ultima generazione. Ma anche i Texoni giganti, gli almanacchi, le mini-serie e i romanzi. E i tanti autori fuori dagli schemi come Luca Enoch o Paolo Bacilieri. Tutte iniziative che rifuggono dall'immobilismo come solo un editore accorto e intelligente è in grado di fare. E ora? Cosa succederà in futuro ora che Sergio Bonelli non c'è più? Le notizie sottobosco si rincorrono e tra alcuni blogger il gossip impera ma prima di avere notizie certe bisognerà aspettare i giorni a venire. Intanto sarà il figlio Davide, già all'interno della casa editrice al settore marketing, a prendere le redini dell'impero di pubblicazioni a fumetti.
Fuori di retorica , è venuto certamente a mancare un eccellente editore ma sopratutto un uomo onesto.

domenica 25 settembre 2011

Succede solo con Tintin

In concomitanza della prossima uscita del film cinematografico di Spielberg dedicato a Tintin, il personaggio di Hergé sta diventando protagonista di articoli, blog, merchandising e quant'altro. Dopo la morte del suo creatore avvenuta nel 1983 la vedova di Hergé, la signora Fanny Vlamynck, si è risposata con un uomo d'affari Britannico, Nick Rodwell, che a titolo di consorte di colei che ha ereditato il patrimonio di cotal personaggio ha l'autorità di gestire tutto quello che riguarda Tintin e il suo mondo.
E lo fa, a detta di molti, in maniera assai severa e cinica combattendo chiunque _ a suo modo di vedere _ possa snaturare la filosofia del famoso ragazzino dai pantaloni alla zuava. Frequenti sono stati i casi di saggisti, scrittori, disegnatori e blogger denunciati o persino portati in tribunale e costretti a sostenere ingenti spese e risarcimenti dettati più da un abuso di potere che da una equilibrata visione delle cose. Se in un saggio si muovono critiche al personaggio o al suo autore o se vengono fatte delle semplici parodie o addirittura delle citazioni che omaggiano un caposaldo del fumetto mondiale al signor Rodwell non va giù il concetto di libertà di espressione e forse è per questa poca visibilità che gli albi di Tintin , sebbene siano ancora titoli di successo nelle librerie d'oltr'alpe ( e non solo) , hanno perduto lettori e il museo dedicatogli è un freddo edificio poco attraente per chi vuole avvicinarsi a questo personaggio.
Ora sarà un bel daffare con l'uscita del film e tutto il merchandising collegato: quaderni, cartoline, pubblicità, playgame, immagini su pc ... Il tutto deve essere compatibile con lo spirito di Hergè o si finisce in tribunale!
Ma allora come mai questa bizzarra pubblicità della McDonald che di sicuro stonerebbe tra le pagine di Tintin? Pecunia non olet?


venerdì 15 luglio 2011

I Puffi e Rinaldo

Ognitanto si incappa nella leggenda secondo la quale i Puffi prima ancora di chiamarsi con il nome dato loro dal celebre Corriere dei Piccoli e prima ancora del più attinente Strunfi letto sulle pagine di Tipitì, venissero chiamati... Frilli! Ovviamente di leggenda si tratta perché nessun'altra pubblicazione ha mai ospitato , ribattezzandoli, i piccoli omini blu.
Tuttavia, prove alla mano _ o meglio: immagini allo schermo! _ è corso in atto un cambio di nome mai scoperto prima, nelle storie di Peyo tradotte in Italia.
Sul quindicinale delle edizioni Dardo del 1964 i due eroi che vivono nel MedioEvo, ovvero Johan e Pirlouit, vengono chiamati Roland e Tipitì . Cinque anni più tardi sulla pubblicazione settimanale dei Fratelli Crespi i famosi personaggi di Peyo appaiono a puntate con un bel logo di testata che li ribattezza Rolando e
Pirulì ( poi con la serie tv a disegni animati verranno storpiati in John e Solfamì ma è meglio rimuovere dall'inconscio questa orribile traduzione!).
Ma... all'interno della storia "Il flauto a sei puffi" che li fa conoscere al pubblico Italiano della fine degli anni 70 del secolo scorso Rolando non viene chiamato Rolando! Mai! In nessun baloon! Infatti viene chiamato "Rinaldo", nome che echeggia ancor di più un'atmosfera medievale, pensato sulla falsariga delle opere di Torquato Tasso o Ludovico Ariosto con i loro paladini di Francia.
Così, per varie puntate, il titolo in alto e le pagine della storia non coincidono perché i nomi sono diversi; anche se nei brevi riassunti scritti il nome è quello di Rolando.
L'errore ( o il ripensamento? ) verrà corretto nelle successive storie del Corriere dei piccoli dove il prode e coraggioso amico di Pirulì manterrà definitivamente il nome di Rolando!

sabato 5 marzo 2011

Stanze a fumetti

"La Ribambelle" è stata una gloriosa serie a fumetti creata nel 1965 dal disegnatore Belga Roba ( autore tra l'altro di "Boule et Bill", serie proseguita dopo la sua morte) e tradotta anche in Italia col titolo " La combriccola" e apparsa a puntate sulle pagine del Corriere dei piccoli e anche sul mensile Albi Sprint. Raccontava di una banda di sei ragazzini impegnati fra loro a difendere il terreno dove erano soliti giocare.
Come spesso accadeva in quegli anni a fare da promotore a diverse serie a fumetti anche stavolta è Franquin che oltre a ispirare Peyo per il nome dei suoi celebri omini blu ha ispirato Roba per la creazione di questa serie i cui germogli erano nati in una storia del 1957 di Jo-El Azara e Denis chiamata " Operation ciseaux" e dove compariva, tra i tanti ragazzi protagonisti, un ragazzino di colore chiamato Dizzy in onore del trombettista Dizzy Gillespie. Ma sarà solo cinque anni dopo che Franquin ricorderà questo progetto mai evoluto e lo suggerirà al collega Roba che lo tramuterà in una serie di avventure di successo che con i suoi sei album di successo a buon diritto può considerarsi un classico del fumetto per ragazzi.
In una di queste storie ( La Ribambelle aux Galopingos ) i ragazzi partiranno per le isole Galopingos alla ricerca del loro amico pasticciere dato per scomparso, il signor Pastafrolla.
La stanza dove il nostro scapolo vive è assai disordinata come si nota nella vignetta: cartine geografiche, lance tribali, un mappamondo; c'è addirittura un pesce palla tropicale con gli aculei e uno squalo! Oggetti inusuali, non c'è che dire!


Ma... sono davvero così rari da trovare in un normale abitazione?
Eppure , anni dopo, in un altra storia a fumetti ritroviamo gli stessi oggetti nella stanza di un altro scapolo di mezza età: è il professor Duralex un bizzarro scienziato inventore di Testar, un robot capace di allungarsi a piacimento, una sorta di Tiramolla di metallo!
Ad accompagnare il robot c'è anche Gaspard, nipote del dottor Duralex. La storia venne creata nel 1987 da Francois Corteggiani con i disegni di Philippe Bercovici e sarebbe dovuta proseguire con una seconda avventura edita dalle Edizioni Fleurus che però non è mai stata pubblicata, purtroppo, interrompendo quella che avrebbe potuto essere una divertente serie di successo.
A questo link, sul blog di Corteggiani, se ne possono vedere le tavole inedite in bianco e nero:
http://www.francois-corteggiani.com/article-testar-le-robot-51811758.html
Quello che però è curioso notare è come i disegnatori vengano influenzati da storie lette in passato o forse volutamente citate, chissà!
Fattosta che pare che il signor Pastafrolla degli anni 60 abbia lasciato in eredità al suo coetaneo Duralex gran parte dell'arredamento che possedeva!


domenica 29 novembre 2009

La dama y la muerte

Un'opera prima in 3D che arriva direttamente dalla Spagna, realizzata da Javier Recio Gracia della Kandor Graphics di Granada e prodotta dal celebre attore Antonio Banderas e dalla Kandor Moon. Un cortometraggio di 7 minuti che è stato selezionato ai premi Oscar e che a qualcuno ha ricordato i disegni animati della Pixar ma la società Americana non scriverebbe mai una trama simile! Qual è la trama? Una vecchietta vive ormai sola in attesa di potersi ricongiungere in cielo col suo defunto marito. Una notte la sua vita si affievolisce e la Morte arriva per prendersela con sè. Ma...un borioso dottore l'ha riportata in vita ad ogni costo (le infermierine sospirano di voluttà!) e la vecchietta si risveglia, suo malgrado, in ospedale. Tra il tracotante dottore e la Dama con la falce inizia una sfida dove in palio c'è il destino della povera vecchietta. Il finale è inaspettato e ha fatto discutere diversi critici in tempi dove l'accanimento terapeutico e l'eutanasia sono discorsi quantomai attuali nel nostro Paese, ma anche altrove.

giovedì 24 settembre 2009

Code Geass !


“Se esistesse un male che la giustizia non può affrontare, cosa faresti? Fronteggeresti quel male macchiandoti della stessa colpa? Oppure accetteresti l’impotenza della giustizia a costo di soccombere a quel male? In ogni caso, il male resterebbe. Io invece scelgo di essere il male che combatte un male peggiore!” Queste sono le parole del nuovo personaggio anti-eroe dell’animazione Giapponese, ovvero Lelouche Lamperouge che ha giurato di distruggere l’Impero di Britannia dopo che suo padre, Charles, l’imperatore, non ha mosso un dito per scoprire l’assassino di sua madre Marianne e che ha reso cieca e paraplegica la sua sorellina Nunally. Nell’anno 2010 dell’Era Imperiale tutto il mondo è sotto il dominio di Britannia e il popolo Giapponese è relegato in un ghetto chiamato “Area 11 “ ma gruppi di ribelli cercano di contrastare la brutalità dell’esercito, scontrandosi con i mecha imperiali detti Nightmare. Trovatosi per caso in un agguato dei ribelli Lelouche scopre un segreto militare, ovvero una misteriosa ragazza , C.C. ,che gli dona il potere di imporre la volontà ( una volta soltanto) a chiunque capiti sotto al suo sguardo. Il giovane userà questo potere per diventare Zero, il capo dei ribelli che si nasconde dietro una misteriosa maschera e chegrazie a uno straordinario intelletto porterà scompiglio al potere dei Britanni. Il suo scopo è costruire un mondo perfetto senza ingiustizie dove Nanally potrà vivere felice.
Ma questa missione comporta sacrifici inimmaginabili che modificheranno la vita di Leloch che dovrà drammaticamente vivere nella stessa menzogna che detesta . Nel corso degli avvenimenti si renderà conto che spesso le apparenze ingannano e niente deve essere dato per scontato . Una felicità donata al mondo e plagiando la volontà altrui è costruttiva? O la ricerca graduale di uno stato di felicità induce a coltivare ambizione e conoscenza e dunque è preferibile? Code Geass - Lelouch of the rebellion (コードギアス 反逆のルルーシュ, Kōdo giasu hangyaku no rurūshu ) è una serie in 50 episodi prodotta dalla Sunrise , conosciuta per gli intrighi delle sue serie ( Gundam, Planetes, ecc…) il cui character design è opera del gruppo delle Clamp , ( che quest’anno hanno festeggiato il ventennale della loro carriera) che disegna i model sheet dei protagonisti. Ben presto, come spesso accade per questo genere di serie di successo, i personaggi sono diventati multimediali “sconfinando” in romanzi, manga e video giochi e ricevendo numerosissimi premi quali il Tokyo Anime Award e l’Animation Kobe come miglio serie tv o addirittura il Seijou Award dedicato al doppiaggio, dove Jun Fukuyama , che doppia il protagonista, grazie alla sua voce sensuale e alla bravura ha affascinato numerose fan. A proposito di doppiaggio c’è in effetti da rilevare che, a differenza di numerose serie Giapponesi il cui doppiaggio è poco curato, “Code Geass” vanta buoni doppiatori e un discreto livello tecnico ( tuttavia non privo di difetti) che difficilmente si nota in altre produzioni. Dopo tre anni dalla messa in onda Giapponese la serie è arrivata in Italia grazie alla lungimiranza di Carlo Freccero, ora direttore della satellitare Rai 4 , che ha acquistato la serie dalla Dynit, società da anni nell’editoria dei DVD. A curare la scelta delle voci è stato chiamato il sottoscritto e con la supervisione di Carlo Cavazzoni della Dynit e dell’instancabile ed entusiasta Massimiliano Morelli di Rai 4 finalmente molti hanno potuto conoscere meglio questa famigerata serie con un doppiaggio Italiano curato diligentemente e che vanta voci di prestigio come Massimiliano Alto tornato, dopo anni, a doppiare una serie tv di animazione, Domitilla D’Amico, Alessandro Rossi, Pietro Biondi, Valentina Mari e altri a venire. Era doveroso per una serie che tanto fa discutere per i numerosi temi trattati e per i rapporti intensi e complicati dei tanti personaggi. La prima osservazione che viene fatta è la similitudine tra Light di “Death Note” e Lelouch: entrambi possiedono un potere che usano per i loro scopi grazie a un cinismo e a una indubbia capacità di emergere dalla massa, entrambi devono nascondere la loro vera identità ed entrambi sono pronti a sacrificare le pesone a loro care per i loro scopi. Tuttavia la somiglianza finisce qui: Infatti Lelouch è sicuramente più tormentato di Light e i sacrifici che sarà costretto subire e a fare lo segneranno mano a mano che gli episodi trascorreranno. La malvagità di Lelouch mira a un mondo perfetto e questo paradosso permea l’intero ciclo ( e in special modo la seconda serie ). Nella serie sono molto frequenti citazioni del ciclo Arturiano a partire dalla Britannia ma anche da nomi come Lancelot, nome del mecha guidato da Suzaku ( amico-nemico dai saldi valori morali e con un’ottica opposta a quella di Lelouch ma anche lui con un oscuro passato che lo porta a mentire, nonostante si proclami diverso dal suo compagno d’infanzia.) , Percival, Guinevere, Knight of round table ( I cavalieri della tavola rotonda) e altri. Lelouch interpretato come un novello Re Artù? O forse, fin dal nome più che evocativo, si è voluto ricordare la setta degli Illuminati i cui scopi, nel Cinquecento, erano rivolti a creare un nuovo mondo fatto di conoscenza? Leluch, ricordiamolo, è una persona razionale che usa la ragione, proprio come gli Illuminati che costituitesi in una setta ( come i ribelli di Britannia chiamati Black Knights) erano pronti ad usare la violenza,qualora ce ne fosse stato bisogno. Il nuovo ordine mondiale che essi intendevano costituire era conosciuto come “ dottrina Luciferica”, ovvero portatrice di luce. Una luce capace di illuminare le anime del mondo e sovvertirne gli equilibri. Esattamente ciò che vuole fare Lelouch ( “la luce”) anche se le motivazioni sono diverse. All’inizio del 2009 si è vociferato di un’ennesima terza serie, inaspettata, che _ se si farà _ potrebbe chiarire numerosi punti e sviscerarne altri. Per la gioia di chi scrive! Intanto però a luglio 2009 a Parigi, nel corso dell’annuale Japan Expo, le edizioni Tonkam hanno organizzato varie rappresentazioni riguardanti “Code Geass”: la pubblicazione del manga, il box dei DVD e un piccolo museo con pagine originali, figurine, prodotti importati, illustrazioni, portachiavi, art-book e un portfolio dedicato di Takahiro Kimura, il character-designer della serie tv. Una curiosità: pochi mesi dopo, sempre a Parigi, è stata inaugurata una mostra di originali dedicata alle Clamp dove però i personaggi di Code Geass non apparivano.

mercoledì 23 settembre 2009

Cocco Bill postale


Ognitanto anche l'Italia ha uno scatto di orgoglio Nazionalista ( niente a che vedere con vaticini Leghisti, per carità!) e per non essere da meno dei cugini di oltr'alpe Francesi e Belgi le Poste Italiane presenteranno, il 23 ottobre, un francobollo dedicato al celebre Cocco Bill, uno dei personaggi più famosi di Jacovitti.
Un classico del fumetto Italiano, insomma! E io già mi immagino appliccare sulla buste da spedire dei francobolli con le immagini di Geppo, Nonna Abelarda, Gianconiglio, Soldino, Pedrito El Drito, Gli Aristocratici.... Vabbè, per ora mi accontento del pistolero alla camomilla, mondo pistola! Come omaggio a un grande maestro dell'Arte non è affatto male.

domenica 21 giugno 2009

Chi guarda le guardie?

Tremate, tremate! Arrivan le ronde! Sembra un film dei Vanzina e invece è tutto vero! Un gruppo di volontari vestiti con divise color ocra , medaglie e un aquila appuntata sul petto ( Che ricordano un po' Gio Condor , ve lo ricordate?) si sono riunti per organizzare delle ronde cittadine a Roma.
Nonostante usino salutarsi fra loro e in pubblico con il braccio destro alzato si dicono fuori da ogni legame politico e chi dice che ci siano similitudini col saluto fascista è uno sporco comunista che deve bere olio di ricino, ecco! Tra loro la presidente dell'MSI Antonietta Cannizzaro e Gaetano Saia, presidente del Movimento Nazionale Italiano., già rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata all' usurpazione per aver creato la Dssa (una sorta di sgangherata polizia parallela che inviava dossier falsi ai giornali), già indagato per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l' odio razziale, presidente del Partito Nazionalista Italiano e dichiaratosi, nell'ordine: «Fascista, ma fascista vero, fascistissimo che la Alessandra Mussolini ci fa schifo perché è una moderata del c...» e «sostenitore di Silvio Berlusconi».
Il sindaco di Roma Alemanno che fomenta le paure cittadine ( dalle quali nascono queste stramberie ) però si è dissociato. Ma un gruppo di valorosi lancia un contro-appello e si dichiara disposto a contrastare le ronde facendo la ronda! Per ogni informazione e per ogni volontariato:
Qui sotto il video di un povero vecchio patetico pagliaccio che spiega l'utilità della guarda guardia Nazionale Italiana:

martedì 26 maggio 2009

Bruxelles e l'anno del fumetto



Ma che bello! Un’intera città invasa dai fumetti: sulle targhe delle vie, sui muri delle case, nelle stazioni della metropolitana, all’aeroporto, nei negozi, nei bar, nei musei, nelle gallerie d’arte… Basta girare lo sguardo e non è difficile trovare qualche immagine di Spirou, dei Puffi o di TinTin. E’ proprio la statua di Tintin col fido Milou che accoglie all’aeroporto centrale di Bruxelles i turisti in visita, ed è sempre TinTin che appare in un gigantesco tabloid alla Gare du Midi, senza contare le decine di muri che da anni sono diventati gigantesche illustrazioni realizzate da diversi autori della bande Dessinée e le statue che riproducono i protagonisti degli albi in libreria. Un solluchero per chi è appassionato di fumetto Belga! E infatti sono partito subito per trascorrere un lungo week-end a base di nuvolette e album cartonati.
Quest’anno le autorità cittadine di Bruxelles hanno deciso di consacrare l’anno turistico al tema del fumetto e deve essere stata una scelta logica visti i grandi maestri della Nona Arte ai quali il Belgio ha dato i natali: Peyo , Leloup, Walthery, Roba, Jijé e tanti altri.
La storia di Bruxelles e quella del fumetto sono indubbiamente legate da anni e proprio due giganti del fumetto Europeo ne sono protagonisti: ovvero Hergé e Franquin. Entrambi esponenti della cosidetta “linea chiara” restano un modello di creatività e vivacità ed esempio per generazioni successive di autori di fumetti. Attorno a loro due si sono scritte pagine e pagine di storia del fumetto con personaggi conosciuti in tutto il mondo come i celeberrimi Puffi, tanto per fare un solo esempio. E questo ha “allevato” anche generazioni di ragazzi abituati alla lettura, in generale. Ragazzi che leggono libri, riviste e fumetti indistintamente con la stessa serietà e interesse che permettono loro un educazione al gusto, alla cultura e alla vita in generale. Non esattamente come da noi in Italia, purtroppo.
Consacrazione logica è stata che durante tutto quest’anno la capitale del Belgio è dedicata alla Nona Arte con molteplici mostre e iniziative che si susseguono e si mescolano fra loro nei mesi. “Brussels 2009 BD Comic Strip” conta trentasei esposizioni, retrospettive e avvenimenti popolari programmati in prestigiosi luoghi come Il Museo delle Belle Arti, il famoso CBBD Centre Belge de la Bande Dessinée, la fondazione Raymond Leblanc ( dedicata al fondatore dell’omonima casa editrice), La Maison de la Bande Dessinée collegata alla bella libreria accanto alla stazione ferroviaria Centrale.
Proprio qui inizia la mia settimana culturale: andando a visitare un’esauriente retrospettiva di tavole originali di Jean Giraud del suo celebre Blueberry, considerata _ a ragione! _ come una delle migliori serie western a fumetti. Più di cento originali tra pagine e illustrazioni che coprono il periodo che va da “Fort Navajo” ( la prima avventura del tenente , del 1963) fino ad “Arizona Love” del 1990. Con un ospite d’eccezione , ovvero tavole originali di Jijè, il maestro di Gir!
Dell’esposizione esiste un agile catalogo come è d’uso fare Francois, il gestore della Maison de la BD che periodicamente allestisce interessanti retrospettive dedicate a importanti autori di fumetti. www.jije.org
Ovviamente in un pellegrinaggio a fumetti che si rispetti non può mancare una visita al famoso e illustre Centro della Bande Dessinèe che in questo periodo allestisce una bella retrospettiva dedicata ai vent’anni di manga in Europa con un interessante rapporto tra le influenze tra il fumetto Europeo e quello Giapponese. Da quando le edizioni Glénat pubblicarono la serie di “Akira” di Katsuhiro Otomo nel 1990 e dall’invasione televisiva di tanti disegni animati Giapponesi ( Goldrake, Candy Candy, Lupin…) ne è passata di acqua sotto i ponti! La percezione dei manga è parecchio cambiata tant’è che un autore come Jiro Tanigushi è diventato un autore di fumetti tra i più rispettati al mondo, senza parlare poi del grande regista Hayao Miyazaki ormai accreditato in tutti i principali festival cinematografici.
La nostrana Kappa Edizioni è citata come prezioso apporto alla retrospettiva, insieme ad altri esperti collaboratori.
E colpo di fortuna per me , appassionato di Peyo, all’interno del Centro ho potuto rivedere i primi dieci episodi dei disegni animati in bianco e nero realizzati dallo studio BelVision negli anni sessanta! Brevi episodi realizzati in semi-animazione ma perfettamente efficaci e gradevoli già andati in onda quasi quarant’anni fa in Italia dove la voce dello stregone Gargamella , in originale, è davvero inquietante! http://www.cbbd.be
E nel prestigioso Museo Reale delle Belle Arti del Belgio l’esposizione “ Sguardi incrociati della BD Belga” presenta, attraverso venti autori di fumetti autoctoni, cento anni di fumetto mettendo in evidenza i legami tra la Scuola Belga e le altre grandi correnti del fumetto mondiale. L’esposizione è composta da venti spazi che dispongono ciascuno di una scenografia specifica dedicata al lavoro di un autore contemporaneo ma anche agli autori “anziani” che sono stati fonte educativa per i lettori. Complessivamente più di cento autori sono esposti con tavole originali come quelle di Winsor McCay ( “Little Nemo”), Alex Raymond ( “Flash Gordon”), Schultz ( “Penauts”), Hugo Pratt ( “Corto Maltese”) ,Tardi ( “Adele Blanc-Sec”) ma anche Jean Van Hamme, Raoul Cauvin, Hermann, François Walthéry, Marvano, Ptiluc, Benoît Sokal, Frank Pé, Didier Comès, Jean Dufaux, Bernard Yslaire, François Schuiten, Philippe Geluck, Midam, Philippe Tome, Johan De Moor, Her Seele, Jean-Philippe Stassen, Dominique Goblet Thierry Van Hasselt.
Didier Pasamonik è un giornalista e critico di fumetti che conferma i vari legami tra correnti fumettistiche: “ Quando Will Eisner è venuto ad Angouleme nel 1975 _ dice _ scopre gli albi cartonati che raccolgono una lunga avventura e tre anni più tardi lancia la Graphic Novel negli Stati Uniti. E non c’è dubbio che Osamu Tezuka ha ben guardato Peyo e Franquin alla fine degli anni cinquanta. Per spiegare l’importanza di Bruxelles nella bande dessinèe ci sono motivazioni culturali e storiche che fanno in modo che il fumetto di questa città è uno dei più coerenti e strutturati d’Europa con degli autori di una qualità eccellente.” http://www.arba-esa.be
Ma camminando in lungo e in largo per la bella città si sente il bisogno di una birra fresca o di un cioccolato ristoratore. Niente di meglio che il bar “ Bande Dessinè” di Radisson SAS, in Rue du Fossé-aux-loups 47 , dove le pareti sono affrescate da disegni.
E più di sessanta opere d’arte a fumetti si offrono ai viaggiatori della metro, quotidianamente. La STIB , la società che gestisce il trasporto sotterraneo, ha realizzato una guida di 164 pagine che riproduce i disegni di questa particolare galleria d’arte sotterranea e sono possibili anche delle visite guidate della durata di circa tre ore! Ogni giorno più di 350.000 persone la visitano munendosi di un semplice biglietto per la metro! E’ nel 1969 che è nata la metropolitana di Bruxelles, l’unica del Belgio. Sessanta stazioni per quaranta kilometri dove ogni stazione possiede una sua identità e una sua galleria d’arte: pitture, sculture, foto, mosaici… ( E io penso alla metro B di Roma, vabbè! ) A ogni stazione c’è lo zampino di un un artista spesso celebre e conclamato: si va dalle sculture ludiche di Marc Menndelson fino a Jean-Michel Folon , Francois Schuiten, Raoul Servais, ecc… Un buon incentivo a lasciare l’automobile a casa e prendere la metropolitana! http://www.stib.be/knust-metro-art.html
Alla prestigiosa fondazione Raymond Leblanc, invece, è in corso fino a settembre una bella retrospettiva dedicata a Renè Goscinny e alla sua collaborazione al settimanale “Tintin” dal 1955 al 1961 ( insieme ad autori del calibro di Tibet, Uderzo, Berck, Macherot, ecc…) e alla casa di produzione Belvision che realizzò i film di Astèrix. Uno spazio è riservato anche alla vita personale di Goscinny e al suo amore per il Belgio. Nell’ottica dell’anno del fumetto la fondazione , inoltre, ha istituito un premio dedicato ai giovani autori di fumetti dove il tema di quest’anno è , neanche a dirlo, “Bruxelles”. Il vincitore riceverà 10.000 euro e verrà pubblicato in un albo collettivo del concorso coeditato dalla stessa fondazione e dall’editore Le Lombard che verrà venduto in libreria nel gennaio 2010. www.fondationrleblanc.be
Queste dunque sono state le esposizioni di questo week end che sta diventando una simpatica abitudine annuale, dopo l’anno scorso. Il tempo è stato più che clemente con frequenti giornate di tiepido sole e pochissimi sprazzi di pioggia tanto che camminare per i vari boulevard a caccia di fumetterie è stato oltremodo piacevole!
Tra uno svettar di statuine, gadget, poster, quadri, libri e libercoli in questi giorni hanno particolare successo i libri fuori collana di “Spirou”. Il recente “ Le groom vert-gris” di Joan Sfar e Yann è un vero best-seller grazie ai disegni chiari e nitidi ( con numerose citazioni disseminate fra le vignette) e un testo rivolto ai ragazzi ma che tratta di un tema adulto come la dittatura nazista. Ma anche il precedente albo “ Journal d’un ingènu “ di Emile Bravo ( 70.000 copie vendute in poco più di un mese!) continua a vendere copie e accumulare premi vinti.
I miei preferiti però sono stati: l’albo che ha festeggiato il cinquantenario della creazione dei Puffi con una storia prequel di quella famosa del flauto a sei puffi. “ Le schtroumpfer de flute” è una storia corta che ha una buona sceneggiatura di Thierry Culliford e Luc Partheoens ma servita non al meglio dai disegni di Jeroen De Conink che ha uno stile troppo distante da quello di Peyo. Per questa occasione sarebbe stato perfetto confermare il collaudato e ottimo Pascal Garray che ha disegnato l’ultimo albo della serie regolare “ Le Schtroumpfs Les Bains” ( che sarebbe un po’ come “ Stabilimento balneare Puffo”) dove i nostri ometti blu decidono di abbronzarsi sotto al sole del lago.
Ma a farmi consumare i succhi gastrici con relativa aquolina in bocca è stato senza dubbio l’albo gigante a tiratura limitata de “ La flute à six schtroumpfs”, l’avventura di Johan e Pirlouit dove compaiono per la prima volta i Puffi. E’ un lussuosissimo albo in bianco e nero 45 x 32,5 stampato in soli 320 esemplari ,con due pagine serigrafate su cell con le prove di colore, numerate e firmate. Il prezzo di 159 euro è un affarone e già me lo vedo sulla mia libreria! Una chicca e un investimento: altri albi simili delle edizioni Golden Creek (dedicati a Peyo ma anche a Gil Jourdan di Tillieux o Franquin, Macherot, Morris…) hanno raggiunto anche i 400 euro nel mercato del collezionismo! Me lo posso far mancare? Corro ad ordinarlo!

lunedì 25 maggio 2009

Una bomba a fumetti!


Voci di corridoio affermano che tra qualche tempo il mercato del fumetto Italiano cambierà. Infatti entrerà in campo un grosso editore che finora di fumetti si era occupato, per così dire, in modo marginale.
E invaderà in modo massiccio le edicole Italiane!
La notizia bomba però non sarebbe questa: un nuovo editore non è una grande notizia perché può capitare, è cosa normale. La notizia da lasciare a bocca aperta è il sapere QUALI fumetti pubblicherà.
Ahimè, non sono fumetti per bambini e non sono neanche i manga dell'ipotetico editore Giapponese di cui si scrive tanto da qualche tempo.
Mi ripropongo, ovviamente, di tornare su queste righe non appena il sussurrar di voci ( peraltro attendibili) diventi conferma.
Eh si, il tempo scorre e c'è aria di rinnovamenti.

martedì 28 aprile 2009

Bibì e Bibò cartoon

Uno dei primi fumetti in circolazione fu sicuramente la serie " The Katzenjammer Kids" , di Rudolph Dirks, pubblicata su "American Humorist", supplemento del quotidiano Statunitense " Morning Journal" di Randolph Hearst alla fine del dicianovesimo secolo ( nel 1897 ) e comparsa pochi anni dopo sulle pagine del "Corriere dei piccoli" dove i due monelli Hans e Fritz venivano chiamati Bibì e Bibò. Nel 1917 la W.R. Hearst’s International Film Service produce una ventina di episodi in animazione. La serie viene intitolata Original Katzenjammer Kids poichè Hearts aveva vinto la sua causa contro il transfugo Rudolph Dirk che infatti proseguì a ideare con un diverso titolo ( "The captain and the kids") le avventure dei due bricconi e dei loro comprimari.
La serie animata, senza parole ma con l'ausilio di una colonna sonora a commento delle azioni, fu sospesa nel 1918 a causa dei cattivi rapporti che gli Stati Uniti stavano iniziando ad avere verso la Germania. Riproporla è una vera chicca per gli appassionati!
Nel 1938 è il turno della Metro-Goldwyn-Mayer che adatta in animazione la serie di Captain and the Kids. Malgrado un equipe di animatori di eccezione (William Hanna, Bob Allen e Friz Freleng), la serie non ha successo e si arresta al quindicesimo episodio. Qui è Capitan Cocoricò ad essere il vero protagonista. La serie non è troppo fedele alle comics strip originali tant'è che si ispira alle Merry Melodies e alle Silly Symphonies della Disney!