martedì 16 ottobre 2018

Consigli sul doppiaggio

Da alcuni anni in qua c'è un enorme interesse verso la professione del D0PPIATORE, sul DOPPIAGGIO e i suoi storici rappresentanti, sono sorte manifestazioni e premiazioni in varie parti d'Italia e lavorare come doppiatore sembra il mestiere dell'anno!
Fermo restando che non sono tutte rose e fiori e che ci vuole molta determinazione e abilità ( forse un po' di più rispetto ad altre professioni ) e che la concorrenza agguerrita è tanta, se proprio sognate di essere un novello Giuseppe Rinaldi eccovi alcuni consigli estemporanei:
1) Diffidate dei corsi di doppiaggio dove chi insegna non è un doppiatore o la sala di doppiaggio l'ha vista un paio di volte in vita sua. D'altra parte se a me serve un idraulico non mi rivolgo a un falegname, no? Quindi, va da sè, che bisogna rivolgersi a doppiatori per imparare questo mestiere! Sembra un concetto logico ma a volte si compiono errori in questo senso, e siccome questi corsi non sono mai del tutto economici è bene spendere i soldi nel migliore dei modi.
2) Per entrare nel mondo del doppiaggio non occorrono agenzie ( come per gli attori di tv o cinema) e non servono curriculum scritti o book fotografici. Se avete esperienze di recitazione e dovete affrontare un provino basta comunicare al direttore di doppiaggio ciò che avete fatto in passato e poi sarà lui a giudicare. E il luogo comune di essere "figlio di" o avere parenti doppiatori non sempre è vero. E' chiaro che si è facilitati, tuttavia molti bravissimi doppiatori sulla piazza da anni non hanno parentele illustri. E, di contro, molti "figli/parenti di" poi non hanno continuato a fare questa professione. E comunque ci sono molti figli di doppiatori che hanno talento, a differenza di altri.

3) Aver fatto teatro o televisione non significa che si è automaticamente idonei per fare doppiaggio. Recitare davanti a un microfono al buio è tutt'altra cosa e tutt'altro metodo di recitare. Senza contare le varie tecniche specifiche ( saper usare la cuffia, leggere il copione e vedere il filmato contemporaneamente, ecc...) che col tempo si imparano e sono tecniche esclusive di questo campo.
4) Domandarsi se si è portati a fare doppiaggio. Cazzeggiare con gli amici e parlare sopra un film o fare le imitazioni non è come doppiare l'ultimo capolavoro di Almodovar, ne converrete.
5) Non è neanche richiesta obbligatoriamente una bella voce profonda: se c'è si potranno doppiare i film di James Bond altrimenti si doppierà Woody Allen. Pari sono. Sono esempi all'antitesi ma rendono l'idea, credo.

6) Io consiglio sempre un corso di dizione ( se si hanno cadenze dialettali difficili da nascondere), poi un corso di recitazione ( per acquisire le tecniche di base) e poi un corso di doppiaggio.
7) Il doppiaggio si fa principalmente a Roma. E' qui che si doppia la maggior parte di telefilm, serie a disegni animati e la quasi totalità di film cinematografici. Si doppia anche a Milano e a Torino ma se abitate - mettiamo caso _ a Palau o a Spello vi conviene fare il biglietto del treno e venire nella Capitale!
8) Questo è un lavoro dove ci si sbrana, nonostante i vari sorrisi di facciata. Bisogna dotarsi di molto pelo sullo stomaco, perseveranza, abilità nei rapporti e... abilità artistica, che non guasta mai.
Fatevi notare dal direttore di doppiaggio ma senza essere assillanti, siate spigliati ma senza essere finti, siate umili ma determinati.

9) Vi piace la voce del vostro eroe dei cartoni animati? Non mettetevi in testa di emularlo dall'oggi al domani. "Quasi quasi mi metto a fare doppiaggio" è un concetto ingenuo e sciatto perché non è come iscriversi in palestra. Il doppiaggio è un lavoro serio che _ lo ripeto_richiede tempo e volontà. E' un discorso che vale per molti altri mestieri ma qui parliamo di doppiaggio e ci limitiamo a questo. E oltretutto non esiste la professione di "doppiatore di cartoni animati"! Esiste quella del doppiatore tout-cort. Se sognate di doppiare gattini o orsetti o Lupin o Sailorman però non siete in grado di doppiare un film o un telefilm è bene che il vostro ingenuo entusiasmo si spenga.
10) "Uno su mille ce la fa" e chi ce la fa è grazie a vari motivi. Perché ha personalità, perché è raccomandato, perché ha avuto la pazienza necessaria di fare una gavetta che dura parecchi anni, perché è un po' zoccolo, perché è lecchino, perché è bravo. Qualcuno dura per anni, altri no. Ma auguro buona fortuna ai meritevoli!

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