giovedì 29 novembre 2007
E' lui ?
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Arriva Grayson !

Gotham City ormai è completamente in mano alla criminalità e alla corruzione. Sono passati vent'anni dalla morte di Batman e ora Dick Grayson è intenzionato a riprendere il suo costume da Robin. Ad aiutarlo ci saranno delle vecchie conoscenze: Superman, Wonder Woman, Batgirl e Lanterna Verde, un po' attempati ma uniti contro il crimine e contro il Joker, il Pinguino, l'Enigmista e Catwoman! Imperdibile!!! Sarebbe da vedere al cinema. Nell'attesa ecco il trailer , da questo link: http://untamedcinema.com/untamed.swf
Se poi non siete sazi di cortometraggi che i fan dedicano ai loro supereroi ecco questo esaurientissimo link: http://www.midianweb.it/
Il paziente J
In questi giorni in rete e nei giornali è apparsa la foto del Joker che Heath Ledger ha interpretato nel film " Batman - the Dark Knight" . Anche stavolta l'attore sovrasta il personaggio, come avvenne anni fa quando Jack Nicholson ...rifaceva sé stesso più che recitare nelle vesti dell'arcinenico dell'uomo pipistrello.
Ma volete vedere un Joker credibile che pare preso di pacca dalle pagine porose dei comics? Fatevi una navigata su questo sito:
http://www.dcfanfilms.altervista.org/php5/joker1.php
Oltre a questo bellissimo cortometraggio che narra le origini del Joker e di altre sue marachelle potrete visionare diversi video fatti dai fan che talvolta superano in qualità e fedeltà alcuni film del grande schermo.
Ma volete vedere un Joker credibile che pare preso di pacca dalle pagine porose dei comics? Fatevi una navigata su questo sito:
http://www.dcfanfilms.altervista.org/php5/joker1.phpOltre a questo bellissimo cortometraggio che narra le origini del Joker e di altre sue marachelle potrete visionare diversi video fatti dai fan che talvolta superano in qualità e fedeltà alcuni film del grande schermo.
Roberto Del Giudice
Il 26 Novembre è morto Roberto Del Giudice, un doppiatore di grande esperienza che era diventato celebre per aver dato la voce a Lupin, il famoso cartone animato Giapponese.
Ma Roberto Del Giudice era un doppiatore eclettico in grado di dare la voce a molti altri cartoni animati ( Carletto, Giant Robot, ecc...) e telefilm ( La Signora in giallo, Beautiful...).
Sopratutto era un abilissimo e intelligente direttore di doppiaggio, a mio avviso mai abbastanza valorizzato nell'ambiente.
Ma tutto questo ha poca importanza. Quello che è grave è che è venuta a mancare quella che si dice " una brava persona".
Sembra banale , in casi come questo, ma Roberto era un uomo garbato, gentile, ironico, educato e rispettoso delle persone. E onesto.
Ha convissuto per anni con la sua malattia con una forza e una dignità invidiabili.
La voce di Lupin è sostituibile ma una persona come lui no.
Ma Roberto Del Giudice era un doppiatore eclettico in grado di dare la voce a molti altri cartoni animati ( Carletto, Giant Robot, ecc...) e telefilm ( La Signora in giallo, Beautiful...).
Sopratutto era un abilissimo e intelligente direttore di doppiaggio, a mio avviso mai abbastanza valorizzato nell'ambiente.
Ma tutto questo ha poca importanza. Quello che è grave è che è venuta a mancare quella che si dice " una brava persona".
Sembra banale , in casi come questo, ma Roberto era un uomo garbato, gentile, ironico, educato e rispettoso delle persone. E onesto.
Ha convissuto per anni con la sua malattia con una forza e una dignità invidiabili.
La voce di Lupin è sostituibile ma una persona come lui no.
martedì 6 novembre 2007
Auguri, MAESTRO!
Auguri di buon compleanno a un grande maestro del fumetto Italiano: Giorgio Rebuffi!Dagli anni 50 agli anni 70 ha collaborato attivamente per le edizioni Alpe disegnando Tiramolla, Cucciolo, Beppe e il famoso lupo della steppa Pugaciòff , personaggi che hanno avuto successo in Italia e anche all’estero. Rebuffi, insieme a Luciano Bottaro e a Carlo Chendi ha fatto parte della Scuola di Genova che tanto ha dato al fumetto umoristico nostrano. Oltre ai citati personaggi sono da ricordare Tore Scoccia, avventure di un commesso viaggiatore ambientate in un astruso futuro non così distante dal nostro presente e le avventure dell’Ottag, un gatto nero adottato da una famiglia medio borghese . Il tutto disegnato con un tratto inconfondibile, simile alla ligne claire Francofona ma assolutamente personale e particolarmente d’avanguardia per i tempi.
In questi giorni le Edizioni Annexia hanno editato un cofanetto ( “Pugaciòff e dintorni”) che raccoglie gran parte della produzione di Rebuffi, tre volumi con storie che vanno dal 1959 al 1963 riservati al circuito delle fiere e librario. Un modo per (ri) scoprire un grande autore e umorista tutt’ora in eccellente forma!
Sono particolarmente legato al luposky della steppa per un paio di motivi: ha fatto parte delle mie letture giovanili e sono stato animatore principale di Pugaciòff ,all’interno dello studio VLR di Vito Lo Russo, per una serie di disegni animati di Tiramolla quando la Vallardi ne pubblicava i fumetti.
Se all’estero autori classici come Franquin, Romita, Kirby o Hergé non vengono mai dimenticati e le loro storie vengono continuamente ristampate qui da noi servono volumi come questo per ricordarci il valore di disegnatori come Giorgio Rebuffi.
Auguri , Maestro!
lunedì 5 novembre 2007
Mi dia DUE etti di doppiaggio!
E' vero,viviamo nella repubblica delle banane, basta andare alla Siae e registrare qualsiasi cosa visto che non c'è un controllo preventivo.Ma da quando in qua ci si appropria del diritto di autore di un intero doppiaggio? E' normale? Si può davvero fare?
E senza l'autorizzazione degli interessati, peraltro. La Disney, la Fox, la Warner o qualsiasi major fa firmare una liberatoria ai doppiatori "obbligandoli" a cedere l'utilizzo della loro prestazione vocale per il singolo film /serie tv per tutti gli sfruttamenti del caso. Ma -cosa fondamentale- le grandi major sono detentrici della pista audio&video.
Io dico che non c'è bisogno di nessuna registrazione Siae perché non ci si può accalappiare il diritto di un doppiaggio, opera dell'ingegno di diverse persone che hanno lavorato in comune.
Altrimenti io domani vado e registro a mio nome tutti i doppiaggi di "Guerre Stellari", poi due etti di "Happy Days" e mezzo chilo di "Via col vento". E guai a chi osa vendere i DVD!
Scuole di DOPPIAGGIO
E' sera, l'ozio mi assale. Dilapido il mio tempo navigando in internet mettendomi a spulciare per divertimento i vari links alle scuole di doppiaggio.Regola fondamentale per non sprecare i propri soldi e il proprio tempo è vedere chi insegna in queste scuole. La logica vuole che se si insegna doppiaggio chi tramanda il proprio sapere debba essere un professionista.
Alcuni di questi sedicenti professori io non li ho mai sentiti nominare.
Potrei non conoscere tutti i doppiatori, mi sono detto.
Vabbè....
Spulcio il sito di Antonio Genna sempre completo e esaustivo: la lista alfabetica è lunga e alcuni doppiatori non ci sono più, alcuni hanno smesso di fare questo mestiere, altri hanno intrapreso la professione occasionalmente, altri hanno recitato due battute ed è finita lì, altri ci hanno provato ma gli è andata male,altri si avvicinano da poco a questa professione.......
Ebbene: alcuni di questi sedicenti insegnanti di doppiaggio non sono neanche nominati sulla lista!
Mi viene da pensare.
Mi tengo sul vago perchè pigro come sono non mi va di incorrere in citazioni per diffamazione ma mi dicono che esistono scuole dove a insegnare ci sono brusianti o vecchi attori che saranno entrati in sala di doppiaggio si e no per un paio di mesi.
Non per essere prevenuti e avere preclusioni verso il genere umano ma... magari sono pure bravi insegnanti però siccome bisogna sborsare fior di quattrini, io tenderei a rivolgermi a un navigato e affermato professionista.
A voler essere capziosi il navigato professionista potrebbe essere un cialtrone: bravo al leggìo quanto incapace a insegnare, chi lo sa!! Però questo mestiere, perlomeno, lo fa. E in modo continuativo. Qualcosa riuscirà pure a trasmettere ai giovin virgulti.
Ah ma sapete che vi dico? Mi è venuta voglia di insegnare! L'ho fatto per alcuni anni alla scuola di comics ( insegnavo fumetto, naturalmente) ma adesso piglio e metto su un corso di doppiaggio.
Per cartoni animati, che ne dite?
domenica 4 novembre 2007
LUCCA COMICS 07/ Nuove prospettive
A Lucca Comics ho visto editori presentare _ giuro! _libri di autori di dodici anni dal tratto elementare, libri con un puntino nero in ogni vignetta e nulla più, una collana di libri fatta da clienti di una libreria ( immagino) , misconosciuti autori under under underground che
neanche Robert Crumb e Howard Cruse con tutta Valvoline d'avanguardia li avrebbero voluti.
Mi chiedo se esiste l'impellente necessità di occupare le librerie e le fumetterie con questi prodotti non esattamente fondamentali quando in questo momento di crisi generale del fumetto ( vengono editate tante cose ma il venduto langue) vengono dimenticati fumetti come Popeye di Segar, Squadra Zenith di Breccia, Gli Aristocratici di Castelli & Tacconi, Lord Shark di Milani e Alessandrini, Il Maestro di Milani e Di Gennaro o Sonny di Carlo Peroni.
Personaggi inediti o non ristampati da anni, ormai.
neanche Robert Crumb e Howard Cruse con tutta Valvoline d'avanguardia li avrebbero voluti.Mi chiedo se esiste l'impellente necessità di occupare le librerie e le fumetterie con questi prodotti non esattamente fondamentali quando in questo momento di crisi generale del fumetto ( vengono editate tante cose ma il venduto langue) vengono dimenticati fumetti come Popeye di Segar, Squadra Zenith di Breccia, Gli Aristocratici di Castelli & Tacconi, Lord Shark di Milani e Alessandrini, Il Maestro di Milani e Di Gennaro o Sonny di Carlo Peroni.
Personaggi inediti o non ristampati da anni, ormai.
LUCCA COMICS 07 / La lista della spesa
A Lucca ho preso: il cofanetto di Pugacioff 1959/1963 di Rebuffi ( Annexia edizioni) , Il Boia Rosso di Artibani e Milazzo ( Lizard), Historia de la Historieta ( Proglo edizioni), Matteo
e Enrico di De Giovanni e Accardi ( Kappa Edizioni), Bone di Jeff Smith ( Panini),Archivio Zero di Sclavi e Morisi ( Kappa Edizioni),Devilman Time Travellers di Go Nagai ( d/books), Cento per cento Cavazzano ( Edizioni If),Fantazoo ( ReNoir), Telefilm magazine n.34 ( Press Factory),La Gilda 1 di Martìn e Dragan ( ReNoir),Fumo di China n.156 ( Cartoon Club), Scuola di fumetto n.55 ( Coniglio Editore), Timoty Titan ( ReNoir), Los Profesionales di Carlos Gimenez ( Black Velvet), La Divina Commedia n.3 di Go Nagai (d/books), La Scienza tra le nuvole di Gaspa e Giorello ( Raffaello Cortina Editore), Cocco Bill di Jacovitti ( Stampa Alternativa), Irripetibili di Luca Boschi ( Coniglio Editore).
E ho preso anche una multa per non aver pagato il ticket sulle strisce blu !
e Enrico di De Giovanni e Accardi ( Kappa Edizioni), Bone di Jeff Smith ( Panini),Archivio Zero di Sclavi e Morisi ( Kappa Edizioni),Devilman Time Travellers di Go Nagai ( d/books), Cento per cento Cavazzano ( Edizioni If),Fantazoo ( ReNoir), Telefilm magazine n.34 ( Press Factory),La Gilda 1 di Martìn e Dragan ( ReNoir),Fumo di China n.156 ( Cartoon Club), Scuola di fumetto n.55 ( Coniglio Editore), Timoty Titan ( ReNoir), Los Profesionales di Carlos Gimenez ( Black Velvet), La Divina Commedia n.3 di Go Nagai (d/books), La Scienza tra le nuvole di Gaspa e Giorello ( Raffaello Cortina Editore), Cocco Bill di Jacovitti ( Stampa Alternativa), Irripetibili di Luca Boschi ( Coniglio Editore).E ho preso anche una multa per non aver pagato il ticket sulle strisce blu !
LUCCA COMICS 07/ Fumettisti
Oggi a Lucca, al salone annuale dei Comics : Un ragazzo di Bergamo mi domanda gentilmente un parere sulle sue tavole a fumetti. Mi snocciola la cartellina e vedo dei disegni che mi ricordano un po' Mattotti, un po' Milazzo, un po' i manga. Uno strano connubio dal tratto acerbo ma promettente.
" Hai già fatto vedere tuoi disegni a qualche editore? " domando.
" Si, a qualcuno, ma..boh...non mi ricordo i nomi."
Un po' allibito continuo a domandare: " Quali fumetti leggi?"
E lui: " Una volta leggevo un po' di manga ma ora i fumetti non li leggo più!"
Allora io mi domando come sia possibile che un giovane aspirante fumettista gironzoli tra i padiglioni senza avere e conoscere alcun punto di riferimento ,un target ,una linea editoriale, nulla. E come si fa a diventare fumettisti e non conoscere( non leggendo) la base del proprio mestiere?
" Hai già fatto vedere tuoi disegni a qualche editore? " domando.
" Si, a qualcuno, ma..boh...non mi ricordo i nomi."
Un po' allibito continuo a domandare: " Quali fumetti leggi?"
E lui: " Una volta leggevo un po' di manga ma ora i fumetti non li leggo più!"Allora io mi domando come sia possibile che un giovane aspirante fumettista gironzoli tra i padiglioni senza avere e conoscere alcun punto di riferimento ,un target ,una linea editoriale, nulla. E come si fa a diventare fumettisti e non conoscere( non leggendo) la base del proprio mestiere?
venerdì 2 novembre 2007
Corrier Magic Boy 2007
f
Nel 1965 la rivista Linus riuscì a sdoganare il fumetto dall’ottica di mero prodotto sottoculturale e destinato ai ragazzi, presentando fumetti destinati a un pubblico più maturo. Tentativo esemplare ma che ha impedito l’evolvere dei fumetti per ragazzi.
Il Corriere dei piccoli della gestione di Mario Oriani nel 1968, grazie a Carlo Triberti, impose una rivoluzione nei contenuti eliminando le storie rimontate in rima baciata, ormai demodè, e presentando tutta una serie di autori e personaggi considerati “colonne” del fumetto mondiale. Anche i redazionali erano scritti con un linguaggio più moderno.
Sarà però Giancarlo Francesconi con il Corriere dei ragazzi a perfezionare questa formula anticonformista rivolgendosi ai lettori trattandoli da adulti attraverso temi inconsueti in una rivista per ragazzi ( droga, politica...) ma anche ironizzando assieme a loro quando era il caso. In quegli anni si sono potuti apprezzare Bonvi, Jacovitti, Grazia Nidasio, Tacconi, Peyo, Uggeri, Mort Walker, Silver, Pratt, Battaglia, Leone Cimpellin, Hermann e tantissimi altri. Una fucina di eccellenti autori che garantirebbero il successo in qualsiasi rivista a fumetti. Ma il Corriere dei Ragazzi, con il cambio di vari direttori, si trasformò in un banale e modaiolo CorrierBoy ( poi solo in Boy ) e cessò presto le pubblicazioni, com’era logico che fosse.
E nessun’editore pare voglia rinverdire i fasti di questa rivista, nonostante si organizzato un convegno , tenutosi a Varese nel giugno del 2003 a cura della Fondazione Franco Fossati , dove prestigiosi operatori del fumetto hanno discusso sull’opportunità di un’iniziativa di questo genere.
Tuttavia altre testate, in anni passati, hanno tentato il riaffacciarsi nelle edicole. Di Tiramolla , testata della Vallardi, si è detto tanto: una buona occasione mancata a causa di una politica editoriale confusa che cavalcava la moda dell’ecologia piuttosto che creare una sostanza qualitativa generale. Con la gestione della Comic Art ha pubblicato vecchie storie del personaggio in bianco e nero fino all’inevitabile chiusura. Peccato, perchè il personaggio meritava una miglior valorizzazione.
Anche Il Giorno dei Ragazzi , L’Intrepido, Il Vittorioso hanno tentato un timido ritorno alle edicole ma senza successo. Alfredo Castelli ci provò con Magic , una rivista che pareva rinverdire i fasti del vecchio Corriere dei ragazzi ma l’esperimento durò solo quattro numeri. Il Giornalino ha avuto una specie di rinnovamento abbassando il target dei suoi lettori: il tempo potrà dirci se è stata una buona scelta o no, ma ho i miei dubbi. Pare che anche lo storico settimanale Topolino , nonostante gli allegati, abbia il fiatone. Colpa della crisi
editoriale? Mancano le persone giuste nelle redazioni giuste, forse.
Ma la speranza di rivedere in edicola un settimanale che raccolga fumetti di qualità, con grandi nomi, rivolto a un’ampia fascia di lettori,con rubriche varie non muore mai. Oltr’alpe,un settimanale come Spirou è in edicola da più di sessant’anni e al suo interno ha nomi di spicco del fumetto e una cura editoriale ammirevole. Da noi tutto questo sarebbe davvero un insuccesso?
Nel 1965 la rivista Linus riuscì a sdoganare il fumetto dall’ottica di mero prodotto sottoculturale e destinato ai ragazzi, presentando fumetti destinati a un pubblico più maturo. Tentativo esemplare ma che ha impedito l’evolvere dei fumetti per ragazzi.Il Corriere dei piccoli della gestione di Mario Oriani nel 1968, grazie a Carlo Triberti, impose una rivoluzione nei contenuti eliminando le storie rimontate in rima baciata, ormai demodè, e presentando tutta una serie di autori e personaggi considerati “colonne” del fumetto mondiale. Anche i redazionali erano scritti con un linguaggio più moderno.
Sarà però Giancarlo Francesconi con il Corriere dei ragazzi a perfezionare questa formula anticonformista rivolgendosi ai lettori trattandoli da adulti attraverso temi inconsueti in una rivista per ragazzi ( droga, politica...) ma anche ironizzando assieme a loro quando era il caso. In quegli anni si sono potuti apprezzare Bonvi, Jacovitti, Grazia Nidasio, Tacconi, Peyo, Uggeri, Mort Walker, Silver, Pratt, Battaglia, Leone Cimpellin, Hermann e tantissimi altri. Una fucina di eccellenti autori che garantirebbero il successo in qualsiasi rivista a fumetti. Ma il Corriere dei Ragazzi, con il cambio di vari direttori, si trasformò in un banale e modaiolo CorrierBoy ( poi solo in Boy ) e cessò presto le pubblicazioni, com’era logico che fosse.
E nessun’editore pare voglia rinverdire i fasti di questa rivista, nonostante si organizzato un convegno , tenutosi a Varese nel giugno del 2003 a cura della Fondazione Franco Fossati , dove prestigiosi operatori del fumetto hanno discusso sull’opportunità di un’iniziativa di questo genere.
Tuttavia altre testate, in anni passati, hanno tentato il riaffacciarsi nelle edicole. Di Tiramolla , testata della Vallardi, si è detto tanto: una buona occasione mancata a causa di una politica editoriale confusa che cavalcava la moda dell’ecologia piuttosto che creare una sostanza qualitativa generale. Con la gestione della Comic Art ha pubblicato vecchie storie del personaggio in bianco e nero fino all’inevitabile chiusura. Peccato, perchè il personaggio meritava una miglior valorizzazione.
Anche Il Giorno dei Ragazzi , L’Intrepido, Il Vittorioso hanno tentato un timido ritorno alle edicole ma senza successo. Alfredo Castelli ci provò con Magic , una rivista che pareva rinverdire i fasti del vecchio Corriere dei ragazzi ma l’esperimento durò solo quattro numeri. Il Giornalino ha avuto una specie di rinnovamento abbassando il target dei suoi lettori: il tempo potrà dirci se è stata una buona scelta o no, ma ho i miei dubbi. Pare che anche lo storico settimanale Topolino , nonostante gli allegati, abbia il fiatone. Colpa della crisi
editoriale? Mancano le persone giuste nelle redazioni giuste, forse. Ma la speranza di rivedere in edicola un settimanale che raccolga fumetti di qualità, con grandi nomi, rivolto a un’ampia fascia di lettori,con rubriche varie non muore mai. Oltr’alpe,un settimanale come Spirou è in edicola da più di sessant’anni e al suo interno ha nomi di spicco del fumetto e una cura editoriale ammirevole. Da noi tutto questo sarebbe davvero un insuccesso?
Doppiaggio o sottotitoli?
Una doverosa premessa:io se devo leggere “ Guerra e pace” di Tolstoj non lo leggo in Russo ma preferisco una buona edizione con ( se possibile) una buona traduzione.Ma senza andare a scomodare i classici Russi, di qualsiasi lingua si tratti se esiste una versione Italiana scelgo quella.
Il doppiaggio è per sua natura traditore, si dirà, ed è oggettivamente vero. Ma , a parte la praticità e l’immediatezza rivolta a un pubblico eterogeneo di cui si è già discusso, a volte un edizione Italiana è indispensabile.
L’autore quando crea un’opera si rivolge a un suo pubblico, ci dialoga, gli strizza l’occhio, gli propone un certo linguaggio che non sempre è universale ( per via di modi di dire, abitudini culturali, ecc…).
Ma all’inverso in un film con Groucho Marx questo deve sigillare una lettera e dice al fratello:”Give me the seal!” ( Seal in Inglese vuol dire sigillo ma anche foca) E il fratello gli porta una foca! In Italiano per poter mantenere il gioco di parole visivo venne doppiato con : “ Focalizziamo!”
E’ assolutamente vero che esistono doppiaggi sciatti o quantomeno ingenui, ma non ritengo che siano la maggioranza.
Un buon doppiaggio, si sa, costa. A volte se ne fa anche a meno: molto meglio spendere soldi in altro modo che doppiare un film. Magari per la pubblicità, le ospitate in tv, i cachet alle starlette di turno, ma mai per un buon doppiaggio. Proprio per questo motivo , contrariamente a quanto si dice, da alcuni anni tantissimi film vengono girati in presa diretta.
Tanto se a parlare è la stellina di turno e non sa spiccicare due parole in fila, che importa? Però la stellina che è innalzata a prima attrice ha una paga stratosferica, il doppiatore che ( eventualmente) deve rimediare alla sua recitazione è tanto se piglia cento euro!
Beninteso, ci sono anche casi di pessimo doppiaggio: voci sbagliate, adattamenti raffazzonati, scelte di direzione ingenue e via dicendo…E' capitato e capiterà ancora. Ma, a mio avviso, a volte la colpa è del disinteresse del committente: ci si affida a professionisti sbagliati: magari anche bravi ma non abbastanza da cogliere l’atmosfera di un certo film. C’è chi è bravo a dirigere il doppiaggio di cartoni animati, chi di film d’amore e chi di telefilm, per esempio. Ma senza creare assurde divisioni c’è chi è bravo a fare tutto! Basta cercarlo e..pagarlo il giusto. Basterebbe pagarlo secondo le tariffe scritte sul contratto Nazionale stipulato pochi anni fa e non da tutti rispettato. Però alla voce “doppiaggio” il portafoglio langue sempre.
Eppure lo sapete quanto guadagna un doppiatore? 67,32 euro ogni tre ore di lavoro, più 2,1
4 euro ogni riga di copione che legge! Molto meno di tanti attori che imperversano a Natale, tanto per dirne una, ma probabilmente più bravi.Per concludere , va da sé che sono favorevole alla scelta di poter vedere i film ANCHE in lingua originale ,se si vuole, ( io stesso sono curioso di sentire la pista originale nei DVD ) ma ritengo che un’opera dell’ingegno ( telefilm, film, libro, fumetto…) debba essere usufruita da tutti e nel modo più consono. Il doppiaggio , se fatto bene, assolve egregiamente questo compito e aggiunge un plusvalore ai telefilm e ai film. Ne vogliamo discutere?
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