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mercoledì 10 ottobre 2012

I Puffi a Parigi !

Les Schtroumpfs à Paris! Questa è la novità del secondo film cinematografico dedicato ai Puffi. Dopo l'enorme successo planetario del precedente film , che ha incassato quasi 600 milioni di dollari, la Sony Pictures ha giustamente deciso di fare il bis e come già annunciato da diversi mesi ha prodotto un sequel che sarà ambientato a Parigi.
La storia prende l'avvìo dall'idea di Gargamella di creare Vexy e Hackus, due creature malvage simili ai Puffi ( I Naughties in Americano ma chissà se nell'edizione Italiana avranno un nome diverso) che con false lusinghe inganneranno Puffetta per farle abbandonare il villaggio e tradire i suoi simili. Ma un gruppo di Puffi è disposto persino a tornare nel mondo ( moderno) degli umani pur di recuperare la loro amica e dimostrarle quanto tengano a lei.
E con i loro amici  umani Patrick e Grace stavolta  le creaturine blu affronteranno diverse difficoltà all'ombra della torre Eiffel. Anche se le riprese sono state effettuate a Montréal, ricreando prati e ponti della Cité Lumiére!
Prodotto che vince non si modifica e quindi , oltre a Patrick ( Neil Patrick Harris) e Grace ( Jayma Mays), ritroveremo anche Grande Puffo, Puffetta e Puffo Coraggioso. E  siccome sembra che un puffo in particolare abbia fatto una particolare breccia nel cuore dei pubblico, stavolta un certo Puffo Tontolone avrà ancora più spazio!
Stranamente dall'elenco del cast sembra mancare Quattrocchi ,sostituito dal Puffo Vanitoso.
Il team di sceneggiatori è lo stesso del  primo capitolo, composto da David Stem, David Weiss, Jay Scherick e David Ronn, e sono già al lavoro sotto la direzione di Raja Gosnell che si conferma di nuovo alla regìa. Hank Azaria , tra un doppiaggio de" I Simpson" e l'altro, riprende il ruolo di Gargamella e a dare voce alla subdola Vexy sarà la "dark" Christina Ricci. Si vocifera _ è il caso di dire_ anche un'ospitata di Quentin Tarantino ma fin'ora non c'è nulla di confermato.
In Francia e negli USA la data di uscita è stata annunciata per il 31 luglio 2013 ma in Italia si dovrà aspettare l'autunno, probabilmente il 27 settembre. E per il 2014 è già stato annunciato un terzo film , tant'è che sono stati già contattati gli sceneggiatori Karey Kirkpatrick e Chris Poche ( "Le cronache di Spiderwick").
I personaggi di Peyo godono di un meritato successo e addirittura al riguardo esiste un progetto che.... Ma ne riparleremo in un post futuro!
Tra pochi giorni  l'autore del presente blog si cimenterà col nuovo trailer e chissà che Tontolone non pasticcerà con i bulloni della torre Eiffel , fino a farla crollare!!!



venerdì 15 luglio 2011

I Puffi e Rinaldo

Ognitanto si incappa nella leggenda secondo la quale i Puffi prima ancora di chiamarsi con il nome dato loro dal celebre Corriere dei Piccoli e prima ancora del più attinente Strunfi letto sulle pagine di Tipitì, venissero chiamati... Frilli! Ovviamente di leggenda si tratta perché nessun'altra pubblicazione ha mai ospitato , ribattezzandoli, i piccoli omini blu.
Tuttavia, prove alla mano _ o meglio: immagini allo schermo! _ è corso in atto un cambio di nome mai scoperto prima, nelle storie di Peyo tradotte in Italia.
Sul quindicinale delle edizioni Dardo del 1964 i due eroi che vivono nel MedioEvo, ovvero Johan e Pirlouit, vengono chiamati Roland e Tipitì . Cinque anni più tardi sulla pubblicazione settimanale dei Fratelli Crespi i famosi personaggi di Peyo appaiono a puntate con un bel logo di testata che li ribattezza Rolando e
Pirulì ( poi con la serie tv a disegni animati purtroppo verranno cambiati in John e Solfamì !).
Ma... all'interno della storia "Il flauto a sei puffi" che li fa conoscere al pubblico Italiano della fine degli anni 70 del secolo scorso Rolando non viene chiamato Rolando! Mai! In nessun baloon! Infatti viene chiamato "Rinaldo", nome che echeggia ancor di più un'atmosfera medievale, pensato sulla falsariga delle opere di Torquato Tasso o Ludovico Ariosto con i loro paladini di Francia.
Così, per varie puntate, il titolo in alto e le pagine della storia non coincidono perché i nomi sono diversi; anche se nei brevi riassunti scritti il nome è quello di Rolando.
L'errore ( o il ripensamento? ) verrà corretto nelle successive storie del Corriere dei piccoli dove il prode e coraggioso amico di Pirulì manterrà definitivamente il nome di Rolando!

venerdì 24 aprile 2009

I Puffi in TV

In attesa del lungometraggio in 3D de" I Puffi", prossimamente ( ?) al cinema, vale la pena ricordare le altre trasposizioni in video dei piccoli omini blu. E non parlo della famigerata serie della Hanna-Barbera Production ma della serie originale Belga in bianco e nero trasmessa in Italia, anni fa.
Proprio così: prima della sgargiante e a tratti poco fedele serie a colori trasmessa da Mediaset, nel 1968 i Puffi furono ospiti della bellissima trasmissione " Gli eroi di cartone" , una trasmissione tutta dedicata a cartoni animati particolari come Astérix, Popeye e Superman dello Studio Fleisher e altri ancora, serie animate e film che cercavano di approcciarsi a un pubblico di appassionati più che a una platea infantile . L'ideazione fu di Nicoletta Artom ( la stessa funzionaria Rai alla quale si deve l'acquistio di "Goldrake" in Italia ) e a presentare il programma c'era un giovane Lucio Dalla che cantava la famosa canzone che citava la " lettera X".
La prima serie dei Puffi non era altro che la serie che la TVA Dupuis realizzò nel 1959 a seguito del rapido successo del fumetto di Peyo. All'inizio la tecnica di animazione utilizzata era abbastanza rudimentale poichè consisteva nel far "muovere" tutta una serie di figurine di carta dei Puffi in varie pose e formati: l'animatore, infatti, con una pinza muoveva le figure e si filmava la scena minuziosamente. Furono realizzati 9 episodi di 13 minuti circa ( di cui 2 a colori ) tratti dagli album a fumetti . Sarebbe interessante se qualche casa editrice proponesse questa serie in DVD.
Successivamente nel 1975 la Dupuis e la Belvision di Parigi co-producono un lungometraggio, " Il flauto a sei puffi", con un doppiaggio che velocizzava le voci dei Puffi con un curioso effetto sonoro. Anche questo film è arrivato in Italia, attraverso le tv private dell'epoca e successivamente fu ridoppiato con le voci dei doppiatori della serie tv Americana.

domenica 28 dicembre 2008

Spot in blu

In Olanda per pubblicizzare la catena di supermercati della Albert Heijm di Amsterdam è andato in onda in tv questo simpatico spot. Inoltre il grande magazzino offriva un pupazzetto in plastica dei Puffi per ogni acquisto superiore ai 15 € e si poteva scegliere tra quindici esemplari diversi.

domenica 19 ottobre 2008

Tutto puffò così

Per festeggiare il cinquantenario dei Puffi nati il 23 ottobre 1958 nelle pagine di "Spirou" le edizioni Le Lombard pubblicheranno dieci mini-album destinati ai più piccoli e in collaborazione con la Zecca Reale del Belgio verranno coniati 25.000 esemplari di una mometa da 5€ venduta a 25€ .Inoltre è uscito un albo celebrativo fuori serie con una storia singolare. Les Schtroumpfeurs de flûte è un po' il prequel dell'incontro tra i Puffi e Johan e Pirlouit e risponde al perché i piccoli omini blu avevano fabbricato il famigerato flauto a sei fori, pardon: a sei puffi. La storia , scritta da Luc Parthoens e Thierry Culliford e disegnata da Jeroen De Connink, ci racconta che il mago Aldéric chiede al Grande Puffo un rimedio contro una particolare forma di apatia di cui soffre un suo paziente. Il rimedio è, appunto, il magico flauto capace di far ballare chiunque. Ma un medico senza scrupoli tenta di rubare lo strumento fatato. Il tutto è raccontato in 28 pagine e nelle rimanenti c'è un bonus: viene ripubblicato un manuale di Peyo e Yvan Delporte del 1971 dal titolo: Le Schtroumpf sans effort,( il Puffo facile) che propone il metodo per imparare la lingua Puffa senza difficoltà.

lunedì 30 giugno 2008

Joyeux anniversaire, Schtroumpfs!

E così l'ho fatto! Ci sono tornato a Bruxelles. Bhe, festeggiavano i cinquant'anni dei Puffi al Centre Belge de la Bande Dessinèe e io mica potevo mancare, no?
Decine di tavole originali di Peyo e anche dei suoi assistenti ( Gos e Wasterlain, per esempio) erano in bella mostra con esaustivi commenti in tre lingue: Francese, Fiammingo e Inglese, e foto rare di Peyo con la moglie Nine che colora gli albi o accanto all'amico-collaboratore Yvan Delporte. E finalmente dopo più di trentacinque anni ho rivisto i primi cartoni animati in bianco e nero dei Puffi, che in Italia mandarono in onda durante "Gli eroi di cartone", indimenticabile programma a cura di Nicoletta Artom ( fu la funzionaria Rai che scommise sul successo di "Goldrake") e presentato da un giovane Lucio Dalla.
L'esposizione si ripropone di visitare l'opera di Peyo sotto un punto di vista inconsueto: è nella loro fragilità individuale che i piccoli folletti blu trovano la loro forza e uniti nei loro difetti possono superare le difficoltà, sia che provengano da una carestia, sia da un pulcino per loro gigantesco, sia dallo stolido Gargamella. Ovviamente non manca una sezione che racconta la genesi della serie Americana e un'altra della "rinascita" delle storie a fumetti con un valido team di autori . Storie a fumetti che , va detto, oltr'alpe continuano ad avere successo.
All'uscita della bella esposizione, pranzo al ristorante del museo. Non ho scelto nè il menu "Gaston" , nè quello "Ric Hochet" perché c'era il pesce e a me il pesce fa schifo. Solo del carpaccio con parmigiano e un bicchiere di vino rosso e poi in giro per negozi e fumetterie! Accanto alla fumetteria PD in rue Lemonnier una straordinaria mostra di Bruno Gazzotti, un disegnatore di Liegi che ha collaborato agli albi di Spirou prima di diventare "autonomo"e che, a vedere le sue tavole originali, si conferma come un grandioso talento del fumetto!

venerdì 13 giugno 2008

Cine-Puffi

Che le storie dei Puffi arrivino al cinema è notizia già conosciuta ai più. All'inizio sembrava dovesse essere una produzione Paramount con distribuzione Universal Pictures ma ora, a leggere le ultime notizie pubblicate anche dalla rivista "Variety" sembra sia una co-produzione Columbia Pictures e Sony Pictures Animation. Gli eredi di Pierre Culliford ( Peyo) erano sempre stati reticenti all'idea di un film sul grande schermo dei piccoli ometti blu, anche perché il progetto iniziale sembra che prevedesse un film-live con attori! All'idea di un film di animazione in 3D hanno invece dato il permesso e a produrlo sarà Jordan Kerner ( "La tela di Carlotta") e sarà scritto da David Stem e David N.Weiss, sceneggiatori del secondo e terzo capitolo di "Shrek".
Anche per i Puffi si preannuncia una trilogia ma non si sa se le storie saranno adattate dagli albi già pubblicati nel corso di questi cinquant'anni di vita editoriale o saranno completamente nuove. In ogni caso si spera solo che siano fedeli allo spirito del fumetto e in particolare alle prime storie ( anche se le ultime sono di nuovo divertenti, avventurose e con un tocco di innovazione!).
Al produttore Kerner si devono gli adattamenti de " L'Ispettore Gadget" e " Meno di zero" ( tratto dal romanzo di Bret Easton Ellis ) e al pari del suo collega Steven Spielberg , anche lui alle prese con una serie a fumetti: Tintin, ha deciso di fare le cose in grande e si è assicurato le prestazioni artistiche di John Lithgow per doppiare lo stregone Gargamella.
Da noi il film potrebbe arrivare tramite il circuito di distribuzione della CIC ma non è certo che manterrà le voci Italiane a cui molti sono affezionati. Ancora non è stata annunciata una data di uscita nei cinema ( si parlava della fine dell'anno ma nulla è stato confermato) ma spero di tornare a prestare la mia voce per dei personaggi che ho sempre amato. Ma nel mondo del doppiaggio non bisogna mai dare niente per certo. Nell'attesa mi bevo un infuso di salsapariglia!

martedì 20 maggio 2008

Bruxelles/ Musei del fumetto

Sono partito apposta da Roma per andare fino a Bruxelles ma ne è valsa la pena! Quando mi domandavano il perché di questo viaggio io rispondevo, serafico, che andavo a visitare due musei del fumetto e allora notavo gli sguardi tra l'allucinato e il tollerante. " Un povero pazzo" qualcuno avrà pensato ...Se magari andavo a seguire la squadra di calcio del cuore in trasferta sarebbe stato un altro discorso, ma partirsene per andare a vedere delle tavole originali di TinTin vale la pena? Si, è la mia risposta.
Il prestigioso Centre Belge de la Bande Dessinée ( CBBD) è a tre piani e io ci ho passato CINQUE ore della giornata! Un'impresa massacrante che manco al Louvre!...
Però che goduria vedere la divisa da fattorino di Spirou appesa sull'attaccapanni, visitare per l'ennesima volta la mostra permanente su TinTin con le bombette dei Dupont e Dupond, con il telefono che squilla e si sente: " Hallo, boucherie Sanzot!".
La bellissima mostra sui 70 anni del settimanale "Spirou" era ricca di pannelli e tavole originali dei disegnatori che hanno portato al successo la rivista e io mi sarò pure perso i Puffi a Milano però - pappappero puffapero! _ al CBBD ho visto la gabbia in legno dove Gargamella ha imprigionato il suo primo Puffo, una sezione di un fungo abitato dai Puffi con appartamento a due piani, il famoso flauto a sei "puffi", il libro delle formule di Gargamella, l'astronave del Cosmopuffo e altre prelibatezze di questo genere!
Ma non è mica finita! 'sto museo era enorme e io arrancavo nei tre piani stracolmi di pannelli e tavole originali, mentre fuori una leggera pioggerellina fiamminga invitava a starsene al coperto delle varie esposizioni del momento.
Infatti in un altro piano c'era tutto un excursus sulle varie riviste d'autore come "Hara Kiri", "Metal Hurlant", "TinTin", "Pilote" e altre, con figurine, poster, dischi volta per volta dedicati a vari personaggi.
E poi ancora un'esposizione dedicata a " Il Fumetto e il mare" con tavole originali dedicate a storie avventurose e comiche dove i protagonisti sono marinai, pirati, avventurieri, naufraghi e quant'altro la fantasia di un autore di bande dessinée possa concepire. Peccato solo che per salvaguardare l'integrità delle opere, giustamente, tutta la zona era un po' al buio e la luce delle lampade assai fioca.
E uscito da Rue Sable , ancora non domo, una bella passeggiata fino alla stazione Centrale dove pochi metri più avanti c'è il museo BD Jijè con libreria annessa e dove fino al 7 settembre è allestita un'esposizione dedicata anch'essa ai 70 anni di "Spirou", con catalogo! Tavole originali di Peyo, Roba, documentari, albi originali e illustrazioni da far girare la testa. E infatti la testa mi girava! Sarà stata la stanchezza? Comunque mi sono ripreso con l'acquisto di due cataloghi e un albo di Spirou e sopratutto con la ristampa delle prime storie in formato minuscolo degli Schtroumpfs che il quotidiano " Le soir" sta allegando settimanalmente! Non male!
Ah, e poi ho pranzato ( merendato? erano le 16 ) con un waffel al cioccolato bianco davanti al Mannekenpiss!

giovedì 15 maggio 2008

cercasi PUFFO disperatamente!


Domani Milano sarà invasa dai Puffi! Il buon Luca Boschi me lo aveva anticipato che sarebbe successo ma la data non la sapevo! Fattostà che l'EuroTour dei Puffi che ha già toccato città come Angouleme, Gand e Scheveningen ora approda anche in Italia per festeggiare il cinquantesimo compleanno degli ometti blu al Castello Sforzesco di Milano con una serie di avvenimenti che coinvolgeranno grandi e bambini: disegni, canzoni e anche un'asta di beneficenza organizzata dall'Unicef.
E all'alba la città sarà disseminata di innumerevoli Puffi di gomma di color bianco, pronti per essere raccolti, collezionati e...colorati a piacimento!
Il sontuoso avvenimento è organizzato dall'IMPS ( la società della famiglia Peyo che gestisce la property dei personaggi ) e da Il Giornalino, in collaborazione con la Fondazione Franco Fossati e l'Unicef e per un "puffofilo" come me è una ghiotta occasione se non fosse che Gargamella ci ha messo il suo zampino e io non potrò essere presente al tripudio dei personaggini di Peyo!
Ho già prenotato un viaggio a Bruxelles per visitare la mostra al Centre Belge de la Bande Dessinèe e quella al Museo Jijé, entrambe dedicate ai 70 anni della rivista "Spirou".
A malincuore dovrò rinunciare alla scorpacciata di Puffi in terra Italiana ma ancor più a malincuore mi priverò dei puffi bianchi sparsi per strada!
Chi mi raccoglie un Puffo? Per favore, raccoglietemi un puffo bianco! Il sottoscritto ve ne sarà grato per l'eternità!

lunedì 17 marzo 2008

Atelier Peyo

Continuano ( con successo?) le uscite quindicinali della raccolta delle storie dei Puffi, edita dalla Planeta - De Agostini.
Rispetto all'edizione Spagnola , ma prima ancora francese e Belga, questa raccolta ha voluto iniziare _ giustamente _ con l'avventura del 1958 di Johan e Pirlouit dove debuttano i piccoli omini blu, la famosa storia del " flauto a sei puffi".
I due personaggi di Peyo furono famosissimi in patria e tutt'ora , dopo la morte del loro autore, vengono ristampate le classiche avventure.
In Italia, di Joahan e Pirlouit esistono storie a puntate pubblicate nei primi anni 60 all'interno della rivista della Dardo " Tipitì" , titolo che traduceva il personaggio di Peyo.
Sono storie molto belle, con una traduzione discreta, collocabili cronologicamente a metà dell'opera globale e MAI PIU' ristampate.
Poi a inizio anni 70 il "Corriere dei Piccoli" pubblicò le ultime quattro storie di Peyo , dove erano ospiti i piccoli Puffi . Inclusa l'avventura del flauto a sei puffi.
Dopodichè.......... il nulla!
A parer mio Pirlouit è un personaggio di uno spessore straordinario e l'umorismo di queste storie non stona accanto ai classici di Carl Barks o di Segar!
I disegni sono straordinari: chiari, leggibili e dal tratto ancora oggi fresco e accattivante.
Peyo diceva che non si lavora per far bella figura con se stessi ma per far sì da essere apprezzati dal pubblico. Non a caso nella sua patria è un maestro. Meritatamente.
Anni fa , quando collaboravo con le edizioni Lexy, avanzai la proposta di pubblicare queste avventure ( grazie al fatto del traino dei Puffi) ma dopo una votazione ad alzata di mano degna più di una scuola elementare che di una casa editrice non se ne fece nulla perché " le copertine erano brutte" " c'è troppo rosso" " il tratto è vecchio: sembra Tintin!".
Che poi il tratto di Hergé non è proprio simile a quello di Peyo, ma vabbè....
Che poi un editore debba avere altri crismi per decidere di pubblicare un titolo è un altro discorso.
Che poi si debba scegliere un titolo per alzata di mano e non valutando altri aspetti è abbastanza bizzarro.
Ma questa ERA la Lexy. Che è fallita. Molti addetti del settore non la rimpiangono affatto.
Ad ogni modo oltr'alpe i personaggi di Peyo sono tornati in libreria con nuove avventure più che apprezzabili. Lettura consigliata!
Anche perchè è inesatto dire che le migliori storie sono quelle fatte da Peyo e il rimanente non vale la pena. E questo vale ancora di più per le storie dei Puffi.
Dopo la morte di Peyo i cartonati continuarono a uscire con gag e storielle brevi che riprendevano un po' lo spirito dei cartoni animati Americani ( di certo discutibili per quanto concerne la fedeltà all'atmosfera e all'umorismo del fumetto) ma ci sono anche alcune storie assolutamente belle sceneggiate da Luc Parthoens e Thierry Culliford ( figlio di Peyo) e disegnate da Alan Maury con gli inchiostri di Parthoens. Un paio di esempi possono essere " Le schtroumpfeur de bijoux" ( Il ladro di gioielli) e "La menace Schtroumpf" ( La minaccia Puffa) che sono davvero godibili in quanto a trama e a umorismo!
E poi, per dirla tutta, reggetevi forte ma...il buon vecchio Peyo di Puffi, in fondo, ne ha disegnati pochi!
Le primissime e introvabili mini-storie ( apparse come supplemento a "Spirou") sono state disegnate da lui ma le storie che da anni vengono raccolte in libri cartonati in tutto il mondo sono state realizzate da vari disegnatori dello Studio di Peyo.
" L'uovo dei Puffi" , ad esempio, è disegnato da Roland Goossens, in arte Gos, e inchiostrato da Lucien De Gieter. Peyo ha solo supervisionato e corretto.
Così come " Il Re Puffo" ( o " Il Puffissimo" ) dove molto si deve a Derib e molte altre storie dove hanno contribuito Will, Walthery e Wasterlain, tutti disegnatori che ora sono diventati a loro volta dei caposcuola nel mercato del fumetto FrancoBelga.
Gos da anni pubblica " Les Petits Hommes et les Scrameustache" ( una sorta di animaletti alieni antropomorfi) e ha collaborato alla sceneggiatura di "Natacha" di Waltery ( altro collaboratore di Peyo, specie in "Benoit Brisefer/Poldino spaccaferro").
Will è famoso per " Isabelle" una deliziosa serie poetica e fantastica popolata da elfi e fate. Wasterlain è l'autore di "Docteur Poche" altra serie fantastica in bilico tra magia e fantasia.
La collezione della Planeta ha una buona carta e rilegatura, perlomeno migliore delle edizioni mai apparse in Italia fin'ora. Però a me, vecchio barbogio, viene un eritema a leggere "Uccello mostro" in luogo di BeccaPuffi" ( traduzione geniale!), Re Puffo invece di Puffissimo e così via......
Tra qualche albo l'apporto di Peyo verrà sempre meno e questo sarà più evidente a occhi esperti. Addirittura alcuni albi strizzano l'occhio alle avventure televisive ma sempre con una migliore qualità rispetto alle serie di Hanna& Barbera. Vedremo, infatti, i Puffolini, Nonno Puffo, ecc...
Poi Peyo verrà a mancare e, per assurdo, alcune storie successive non fanno rimpiangere i vecchi tempi.
Questo non toglie assolutamente merito a Peyo poichè i suoi personaggi ( compresi Benoit Brisefer /Poldino Spaccaferro e Johan e Pirlouit ) sono capolavori del fumetto, dei classici da studiare e valorizzare! Come altri artisti della bande dessinèe, del resto. Penso a Hergé, Franquin, Morris, e altri.
Franquin era geniale, Peyo un ottimo narratore!
In Belgio e in Francia sono considerati degli grandissimi artisti! E tutt'ora a distanza di sessant'anni le nuove leve si ispirano a loro.
Da noi, in Italia, eredità artistiche di questo genere ce ne sono pochissime: mi viene in mente Bonvi con Clod e Silver , e i vari epigoni di Cavazzano e Carpi. A volte un po' fine a sè stessi.
Una volta esistevano fruttuose collaborazioni di Grandi Autori: come oltr'alpe c'era Peyo con Will, Franquin con Roba o Hergé con Bob De Moor noi avevamo Carpi e Chierchini, Bottaro e Scala, Dossi e Motta.... Tanto per dire solo pochi nomi! E poi più nulla!
La Scuola Umoristica Italiana ha preso una piega diversa a causa di situazioni che mi riprometto di scrivere.
Anzi, per tornare ai Puffi vi dico che la prima volta che gli omini blu vennero pubblicati in Italia sul settimanale "Tipitì" della Dardo vennero chiamati Strunfi, traducendo più o meno letteralmente il loro nome originale.
Con il passaggio al Corriere dei Piccoli nei primi anni 60 acquisirono il nome di Puffi, per merito della redattrice dell'epoca Josè Pellegrini e in seguito, probabilmente, alle traduzioni partecipò anche Enrico Bagnoli, direttore degli Albi Sprint che raccoglievano storie lunghe dei personaggi ospitati nel "Corriere dei Piccoli".
Poi ci fu il boom degli anni 80 con la serie televisiva della Hanna &Barbera e anche editorialmente i Puffi tornarono in auge con varie vicende editoriali più o meno felici.
Una curiosità: sono esistiti dei cartoni animati in bianco e nero prodotti in Belgio negli anni 60 e addirittura trasmessi in Italia! All'interno del contenitore " Gli eroi di cartone" presentato da un giovane Lucio Dalla , i piccoli Puffi cantavano e parlavano assieme a tanti altri personaggi del fumetto.
Nei cartoni animati USA i Puffi neri sono diventati viola per non offendere le popolazioni di colore e Gargamella non è più uno stregone ma diventa...un mago. Lo stregone poteva ricordare la magia nera!
Bhe, sono Americani! Che pretendete?
Non che da noi si stia meglio, però! °_°

mercoledì 31 ottobre 2007

Il ritorno de I PUFFI

La Planeta_De Agostini ha annunciato la pubblicazione integrale delle avventure de i Puffi: gli albi saranno distribuiti in edicola e in fumetteria a un prezzo popolare. Erano più di vent'anni che i famosi folletti blu non erano presenti in libreria mentre nelle pagine del settimanale "Il Giornalino" hanno continuato ad allietare piccoli lettori e lettori più grandicelli.
Grazie al successo mondiale della serie a cartoni animati americana prodotta da Hanna & Barbera negli anni '80 tutti sanno che il creatore dei Puffi è un autore di fumetti che si firma Peyo ed è Belga. Pierre Culliford ( questo è il suo nome) nasce a Schaerbeeck, un comune di Bruxelles, e fin da giovane rimane influenzato dal cinema e da Hergé, il creatore di Tintin, tanto da decidere di voler fare disegni animati e fumetti! I primi passi li muove su un importante quotidiano: La Dérniere Heure realizzando illustrazioni e varie storie, tra queste spiccano le avventure di un giovane paggio nel medioevo chiamato Johan. Ben presto il personaggio passa al settimanale per ragazzi Spirou delle edizioni Dupuis, diventa un coraggioso cavaliere e a lui si affianca un menestrello di nome Pirlouit ( Uno dei migliori comprimari della storia dei fumetti che non stonerebbe accanto alla personalità del Paperino di Carl Barks!). Com'è logico i due vivono varie e divertenti avventure che riscuotono successo tra i lettori ma il bello deve ancora arrivare. La nona avventura di Johan e Pirlouit , intitolata Il Flauto a sei fori ( La Flùte à six trous ) , debutta su Spirou l'8 maggio 1958 ed è probabilmente ispirata alla fiaba del pifferaio di Hamelin più che da Il flauto magico di Mozart dove il giovane principe Tamino suona sperando di veder comparire la sua amata . Qui, per poter constrastare un malandrino a colpi di flauto magico i nostri eroi , tramite l'ipnosi del mago Omnibus, sono catapultati al Paese Maledetto dove vive una comunità di piccoli folletti blu dal linguaggio assai particolare: les Schtroumpfs. Tale e tanto fu il successo che all'albo cartonato che raccoglieva quell'avventura venne dato un nuovo titolo: Il flauto a sei Puffi , tanto per far capire l'importanza dei piccoli comprimari. Peyo si vede anche costretto a disegnare nuove storie dei Puffi ma essendo già impegnato con Joahn e Pirlouit che sceneggia e disegna da lungo tempo chiede al suo amico Yvan Delporte di scrivere le prime storie. Il barbuto capo redattore del settimanale Spirou ha una delle sue idee geniali e decide di pubblicare, al loro debutto, i fumetti in un formato minuscolo, trattandosi di personaggi minuscoli! Il successo aumenta, tanto che Peyo nel 1970 è costretto ad abbandonare i suoi due eroi medievali e Benoit Brisefer ( altro personaggio, conosciuto da noi come Poldino Spaccaferro) per dedicarsi ai Puffi e alla serie di albi cartonati che dura tutt'ora.
Le storie sono un classico dell'umorismo, basato su gag, tormentoni e sulla personalità dei vari Puffi dove non è difficile riconoscere i tic e i vizi della nostra società odierna.
Assieme a Peyo collaborano vari disegnatori che nel corso degli anni a venire diventeranno nomi di spicco del fumetto Belga, ovvero: Will , Gos, Derib, Wasterlaine, Francois Walthéry, e altri.
Le produzioni collaterali dedicate ai Puffi si moltiplicano: calendari, pubblicità, pupazzetti in PVC, giocattoli, un parco giochi ,una serie di cartoni animati in bianco e nero e a colori della TVA Dupuis e un film per il cinema dello studio BelVision. Alcuni episodi della vecchia serie fatta in Belgio sono giunti in Italia sulla Rai tramite il programma " Gli eroi di cartone" presentato da Lucio Dalla, mentre il film è andato in onda più volte nelle tv private e non.
Nel nostro Paese i Puffi si sono fatti conoscere all'inizio degli anni 60 all'interno di un settimanale delle edizioni Dardo: " Tipitì", adattamento del nome di Pirlouit, dove venivano ospitati moltissimi personagggi delle edizioni Dupuis. Per facile assonanza gli venne dato il nome di Strunfi , fino al cessare delle pubblicazioni del settimanale. Ma solo pochi anni dopo il glorioso Corriere dei piccoli , all'epoca appartenente alla casa editrice dei fratelli Crespi, pubblicò nuove avventure dei personaggi di Peyo dove vennero ribatezzati ,in maniera definitiva, Puffi! Grande successo anche da noi tanto che gli Albi Sprint , i supplementi a colori del Corriere dei Piccoli, quando raccoglievano le storie dei Puffi alzavano il venduto. Il debutto della Schtroumpfette ( qui chiamata Puffina, ma a seguito dei cartoni tv fu ribattezzata Puffetta ) avvenne nel 1972.
Ma è esistita anche una rivista mensile delle edizioni Mondadori e poi della Edigamma sulla falsariga della coeva rivista d'oltralpe Schtroumpfs Magazine .
Negli anni 80 Fred Silbermann, direttore del canale televisivo NBC , si accorge che la sua giovane figlia è innamorata di un pupazzo dei Puffi in peluche che ha visto in una vetrina di un negozio di giocattoli, e siccome è un uomo d'affari capisce che da questi personaggi se ne può trarre profitto, così ben presto viene commissionata una serie di disegni animati tratti dalle storie iniziali di Peyo e Delporte.
La serie degli ometti blu con più di duecentocinquanta episodi diventa un successo mondiale che nel tempo si distacca dallo spirito originario dei fumetti dove si aggiungono una gran quantità di personaggi e dove le storie vengono semplificate per renderle adatte al pubblico infantile del sabato mattina Americano.
Dopo la morte di Peyo, avvenuta il 24 Dicembre 1992 all'età di 64 anni, le avventure dei Puffi sono proseguite da suo figlio Thierry Culliford e da Luc Parthoens riguardo ai testi e da Alan Maury per i disegni.
Per chi conosce i Puffi solo attraverso la serie Tv consiglio caldamente questa riproposta editoriale di un classico fondamentale del fumetto.