venerdì 24 aprile 2009

I Puffi in TV

In attesa del lungometraggio in 3D de" I Puffi", prossimamente ( ?) al cinema, vale la pena ricordare le altre trasposizioni in video dei piccoli omini blu. E non parlo della famigerata serie della Hanna-Barbera Production ma della serie originale Belga in bianco e nero trasmessa in Italia, anni fa.
Proprio così: prima della sgargiante e a tratti poco fedele serie a colori trasmessa da Mediaset, nel 1968 i Puffi furono ospiti della bellissima trasmissione " Gli eroi di cartone" , una trasmissione tutta dedicata a cartoni animati particolari come Astérix, Popeye e Superman dello Studio Fleisher e altri ancora, serie animate e film che cercavano di approcciarsi a un pubblico di appassionati più che a una platea infantile . L'ideazione fu di Nicoletta Artom ( la stessa funzionaria Rai alla quale si deve l'acquistio di "Goldrake" in Italia ) e a presentare il programma c'era un giovane Lucio Dalla che cantava la famosa canzone che citava la " lettera X".
La prima serie dei Puffi non era altro che la serie che la TVA Dupuis realizzò nel 1959 a seguito del rapido successo del fumetto di Peyo. All'inizio la tecnica di animazione utilizzata era abbastanza rudimentale poichè consisteva nel far "muovere" tutta una serie di figurine di carta dei Puffi in varie pose e formati: l'animatore, infatti, con una pinza muoveva le figure e si filmava la scena minuziosamente. Furono realizzati 9 episodi di 13 minuti circa ( di cui 2 a colori ) tratti dagli album a fumetti . Sarebbe interessante se qualche casa editrice proponesse questa serie in DVD.
Successivamente nel 1975 la Dupuis e la Belvision di Parigi co-producono un lungometraggio, " Il flauto a sei puffi", con un doppiaggio che velocizzava le voci dei Puffi con un curioso effetto sonoro. Anche questo film è arrivato in Italia, attraverso le tv private dell'epoca e successivamente fu ridoppiato con le voci dei doppiatori della serie tv Americana.

lunedì 20 aprile 2009

POLSTAR

Girovagando come d'abitudine nelle tante librerie di fumetti di Parigi anni fa ebbi il fiuto di acquistare una serie interessante edita nel 1996 da una piccola, sconosciuta casa editrice: la John Eigrutel Production. La serie aveva il titolo di "Polstar" e gli autori erano Jean Lèturgie ai testi e suo figlio Simon ai disegni e non a caso Eigrutel non è altro che Lèturgie al contrario, poichè era una casa editrice a gestione familiare! Visto il successo della trilogia le affermate edizioni Vent d'Ouést nel 2001 decidono di ripubblicare l'intera serie e darle la giusta pubblicità che si conviene. A seguire, tempo dopo, uscirà un quarto volume autoconclusivo che però non si dimostra all'altezza dei precedenti in quanto a tematiche e soggetto.
La storia si svolge in un non tanto lontano futuro, nel 2060, a Megalopolis enorme capitale di un impero cinico e tecnologico. Tra i suoi grattaciali la città ha lasciato crescere solo un indispensabile polmone verde, un inestricabile groviglio di vegetazione dove i pavidi cittadini non si avventurerebbero mai. E' proprio su questa paura che i Tre Saggi che governano l'Impero mantengono il loro potere e la tranquillità amorfa che garantiscono a una popolazione rassegnata è pari solo all'orrore delle loro repressioni e al terrore che queste generano. La polizia dell'Impero, la "Censoritaria" è dappertutto pronta a reprimere più che a proteggere ma un vento di rivolta sembra nascere quando compare un misterioso giustiziere mascherato. Ma è dalla parte dei cittadini o è un uomo del potere?
Il tratto umoristico di Simon Léturgie fa da contraltare a una sceneggiatura violenta che mette alla berlina i pericoli derivati dal potere politico di un'oligarchia e dalla quiescenza di un popolo assoggettato a tutto ciò che viene detto in televisione o comunque dal potere costituito. Visti gli attuali tempi che viviamo c'è da meditare!
Nel 2003 nasce una nuova casa editrice di Roma, la Stella Maris, che mi domanda di suggerirgli dei titoli Francesi per debuttare nelle librerie. Io ho in mente tre titoli ma la scelta poi cade proprio su "Polstar" e mi cimento nella trattativa di acquisto della serie e relativa traduzione. L'albo cartonato, identico all'edizione originale Francese, è soddisfacente ma questo non basta a tributargli il successo che si meriterebbe, sommerso da tante altre realtà editoriali e da una distribuzione alquanto oscura.
Noto con un pizzico di orgoglio che anche in Spagna la prestigiosa Planeta-De Agostini ha voluto scegliere per il suo catalogo di albi Francesi la trilogia che apprezzo e che spero ri-veda le librerie Italiane. Se non altro un fumetto umoristico può far meditare, se non addirittura smuovere le coscenze!

lunedì 6 aprile 2009

Mazzotta sing! ( A sinc!)

A chi non piacerebbe interpretare un musical? Essere Dick Van Dycke tra i tetti a spazzar camini o essere il signor Higgins che educa la villica Elisa... Che passione! A me è capitato di recitare a teatro in un simpatico musical , " Foto di classe"; di poche pretese ma genuino e accattivante dove , reduce dai successi tv con Enrica Bonaccorti, assieme a me in scena c'era una giovanissima Maria Laura Baccarini che di lì a poco avrebbe spiccato il volo come grande interprete di musical Italiani. Ma c'era anche Giorgio Borghetti la cui carriera di bell'attore era ancora al di là da venire e altri doppiatori ( Ilaria Stagni, Giovanna Rotellini, Massimiliano Manfredi, Pino Ammendola, Roberta Greganti e Mino Caprio, autore & regista).
Recitavo, canticchiavo e assolutamente non-ballavo! Ma tant'è!...
Però tramite il doppiaggio ho potuto cimentarmi nel canto e come se avessi paglietta e bastone eccomi a prestare la voce , nel 1993, a una pulce nel lungometraggio d'animazione " Tom & Jerry - il film" di Phil Roman. Frankie la pulce col suo amico randagio Carlone si esprimono sul concetto di amicizia nella canzone " Pane e burro noi siam". Le voci sono quelle di Francesco Vairano ( Tom, a cui si deve anche la direzione del doppiaggio e i dialoghi) , Ilaria Stagni (il topino Jerry) e Silvio Spaccesi, attore teatrale e non solo e doppiatore di Patsy in "SuperGulp" che qui dà la voce a Carlone.

Mi ricordo che...

Era il lontano lontanissimo 1972 o giù di lì e il mio gioco preferito di quel periodo , oltre agli animaletti di legno per creare lo zoo, era fare l'attore nei film e nei "caroselli" ( il titolo di "spot" non era ancora in voga!). Uno dei primissimi film dove ho partecipato fu " Paolo Barca maestro elementare praticamente nudista", un dimenticabile filmetto con Renato Pozzetto che interpretava un maestro che dalle nebbie della Val Padana scendeva nell'assolata Sicilia. In realtà la scuola elementare fu ricostruita, se ricordo bene, a Marino, poco distante da Roma. Ad ogni pausa dal set noi bambini giocavamo e ci divertivamo come matti, tanto per sfatare la retorica del povero minorenne costretto a un lavoro improbo e da adulti. Il signor Pozzetto, per quanto ricordi, non ha mai familiarizzato con noi anime pure ma preferiva ritirarsi in solitudine nella sua roulotte.

giovedì 19 marzo 2009

Lavatory - Lovestory

Konstantin Bronzit è un disegnatore Russo che ha realizzato il poetico " Lavatory - Love Story" . Nella sua carriera ha guadagnato diversi premi all'interno dei festival dedicati all'animazione e questo cortometraggio è stato nomimato al premio Oscar 2009. Si svolge all'interno di un gabinetto pubblico di Mosca. Potrebbe dare l'impressione di essere un'ambientazione squallida, ma invece....

martedì 17 marzo 2009

Jacovittttttaggini


Scartabellando tra fumetti, file, ricordi e vecchie fotografie trovo un vecchio "Fumo di China" ( una delle prime rivista di crtica del fumetto) e mi accorgo anche che è passata da pochi giorni la ricorrenza della nascita di Jacovitti.
Era il 1993, non proprio pochi mesi fa, e grazie a un amico riesco a mettermi in contatto con Benito Jacovitti che, peraltro, abitava a poca distanza da me. L'occasione era troppo ghiotta: passare un pomeriggio con uno dei più grandi autori del fumetto! Lo stesso Jac che leggevo sulle pagine del "Corriere dei piccoli" e di cui ammiravo il genio e la sregolatezza, nonostante la mia giovanissima età. Insieme ad altri appassionati di fumetto chiediamo a Jac se ci concede un intervista per FdC e lui è ben lieto di accettare.
Intervistarlo non fu facile: quando inizia a parlare è un fiume in piena di parole, aneddoti ricordi e facezie varie. Col senno di poi forse non tutte erano veritiere, forse si divertiva garbatamente a prenderci in giro inventando storie fantastiche e incredibili proprio come ha sempre fatto disegnando i fumetti in maniera particolare, con lo stile che contradistingue l'artista dall'artigiano. Un vero artista "folle" e geniale anche nella vita!
Fa gli scherzi per citofono, fa le linguacce, parla delle donne con l'entusiasmo di un adolescente e continua a fumare sigari marca Apostolado.
" Io ho quattro nomi, tutti da dittatore _ dice _ Benito, Franco, Giuseppe e Antonio ( del Portogallo). Ci mancava soltanto che mio padre mi mettesse nome Adolfo!"
Con questa battuta entro nel regno di Jacovitti dove alle pareti sono appese cornicci che testimoniano le onoreficenze giustamente ricevute ma ci sono anche targhe in metallo che avvertono che " è vietato cosare". In un angolo della stanzetta il tavolino di legno dove per anni il nostro ha creato tante divertenti storie. Direttamente a china, recita la leggenda. E c'è da credergli perché nei bellissimi originali che ho visto non vi è traccia di segni di matita!
"All'età di sei anni disegnavo sulla strada con il carbone. Mi divertivo così: ero figlio di operai e non avevo giocattoli, Me li costruivo io con la stoffa e con il carbone e quando andavo al cinema a vedere i film muti con Tom Mix poi disegnavo i personaggi sui lastroni di pietra: ero una specie di "madonnaro"! Quando tornavo a casa i miei si arrabbiavano perchè mi ero sporcato tutto!"
Questi sono i suoi inizi, ma aveva tanti progetti per il futuro.
"Ho in mente una storia di Cocco Bill che si intitolerà " I predatori dell'arco perduto" dove lui dovrà affrontare una banda di pistoleros e delinquenti che cercano un tesoro. Poi finirà in una valle in cui da mille anni vivono dei Vichinghi. Ci sarà un combattimento tra pellerossa e banditi che cercano entrambi questo arco; sarà Cocco Bill a trovarlo e lo donerà agli indiani, ma banditi e vichinghi tenteranno di rubarlo. Probabilmente poi inventerò un nuovo personaggio che si chiamerà Andonio ( proprio con la D ! ). La Terra , dopo un 'esplosione atomica, si è ridotta in tanti pezzetti vaganti: c'è un pezzo di Albania, uno delle Marche, ecc... Lui, con uno strano apparecchio, gira da un posto all'altro per raccattare il passato: tutte le cose buone e genuine che c'erano una volta, come il pane , il salame e così via..."
Sono tantissime le pagine di Jacovitti sparse per il mondo: nella sua grande giovialità le regalava a chiunque veniva a fargli visita e si rammaricava quando poi si accorgeva che veniva rivendute a caro prezzo all'interno delle fiere a fumetti. Un dono dato col cuore veniva mercificato e rivenduto!
Jacovitti si è cimentato su ogni genere di storie: western, fantascientifiche, poliziesche, romantiche, di pirati, con animali antropomorfi, e satiriche. E' famoso il suo periodo a "Linus" dove venne addirittura censurato!
" Il personaggio di Gionni Peppe non me lo censurò la redazione ma i lettori che mi hanno accusato di essere fascista. Creavo delle situazioni contro l'ultra sinistra e l'ultra destra; infatti io sono un liberale, un estremista di centro! Ho ricevuto molte lettere di minacce dalla sinistra e delle telefonate con minacce di morte dall'estrema destra fascista: Ma io gli rispondevo sghignazzando e loro minacciavano di farmi la pelle. Venite pure! _gli rispondevo _ Ne ho tanta di pelle!" ..."Ma dopo la guerra, nel 1946, ho progettato tanti giornali insieme a un gruppo formato da Age, Scarpelli, Metz, Fellini... Magari duravano solo due o tre settimane e poi falivano. Ne ricordo uno , il "Don Basilio" ( al quale però non ho collaborato) che era un giornale anti clericale ed è durato due anni. Dopo la guerra l'Italia era divisa in due parti: il Fronte Popolare e la parte cattolica, cioè la Democrazia Cristiana. Poi c'era un piccolo partito: il partito dell'Uomo Qualunque" che è citato anche nella mia storia " Battista l'ingenuo fascista". Lui tenta di entrare in diversi partiti ma non ne trova nemmeno uno che faccia al caso suo. Una storia attuale. "
Ti fa paura la morte?_ gli chiesi.
" No, perché le cose sono due: se il Paradiso non esiste sono morto e non mi accorgo di niente. Però se c'è e, come dicono, c'è molta luce, mi devo portare gli occhiali da sole! Io sono credente ma non sono cattolico. Le religioni sono una trovata degli uomini e hanno portato alle cose peggiori dell'umanità, ossia alle guerre. Le guerre della Palestina o della ex Jugoslavia sono anche guerre religiose e io credo in un Dio diverso da quello dei cattolici."
Jacovitti è contento dell'intervista perchè ama chiacchierare amabilmente con i giovani ( la foto dove ho qualche capello in più testimonia il tempo passato) perchè non è costretto a rispondere a domande difficili che richiedano l'avvocato, ci dice!
Ci regala dei disegni, ovviamente. Butta in terra degli enormi cassetti pieni di tavole di Tarallino, vignette dal diario Vitt, illustrazioni varie e ci dice di scegliere. Io mi commuovo un po' di fronte a tanta generosità e mi riprometto di contraccambiare con un mio disegno.
Pochi anni dopo raggiunge i pascoli di Manitù , espressione letta su "Cocco Bill", e allora mi domando se si è portato gli occhiali da sole.

Oktapodi: c'est l'amour!

La prestigiosa serata dei premi Oscar si è svolta il 7 febbraio e tra i cortometraggi di animazione candidati ha avuto un particolare gradimento il delizioso " Oktapodi" realizzato dagli studenti dell'ultimo anno dell'Istituto Gobelin Ecole de l'Image (Julien Bocabeille, François-Xavier Chanioux, Olivier Delabarre, Thierry Marchand, Quentin Marmier et Emud Mokhberi).
Anche se non ha vinto l'Oscar il corto ha comunque vinto numerosi altri premi tra i quali due al Siggraph 2008 di Los Angeles.

domenica 15 marzo 2009

Costruire un mondo


Bellissimo cortometraggio del regista Bruce Branit, girato in un solo giorno ma la cui post-produzione è stata completata in due anni.
Come si vede nel suo sito: http://www.branitvfx.com/
il suo laboratorio è zeppo di attrezzature per effetti speciali.
Il video è poetico e affascinante, ricorda il fumetto "Tellos" di Mike Weringo. Chi non ha visto il video capirà perché. Chi non ha letto il fumetto si emozionerà ancora di più a vedere queste immagini.


Fumetti (solo) per ragazzi?

In Italia si sta ancora festeggiando il centenario della nascita del "Corriere dei piccoli", prima rivista dedicata ai ragazzi nel nostro Paese, ed è un doveroso riconoscimento perché grazie al supplemento al quotidiano "Corriere della sera" successivamente vennero editate altri settimanali per ragazzi di qualità ( Il Vittorioso, L'Avventuroso, Il Monello, Il Giornalino, Il Paladino dei ragazzi, Il corriere dei ragazzi, ecc...). Questo accadeva un secolo fa e in edicola, attualmente, languono le riviste che possano formare una cultura e un gusto per la lettura e lo sviluppo di idee e opinioni. Ultimo baluardo in questo senso fu l'indimenticabile "Corriere dei ragazzi" che affrontava tematiche importanti e le presentava agli adolescenti con un linguaggio vicino a loro e senza annacquarne i concetti.
Oltr'alpe no. In Francia e in Belgio continuano ad avere successo riviste come "Spirou Magazine" , che ha oltrepassato i 70 anni di presenza nelle edicole trattando temi come la violenza sui minori e la guerra, e anche personaggi storici come Spirou stesso che anni fa ha affrontato in modo fantas
ioso ma diretto il tema del razzismo.
Ma non solo: nel 1988 un
a storica serie dal titolo "Tif e Tondu" ci mostra, all'interno di una storia, la corruzione delle autorità, la massoneria, colpi di stato, il razzismo e le ronde di vigilantes violenti. Il tutto in una "semplice" storia per ragazzi!
Tif e Tondu sono personaggi creati nell'aprile del 1938 da Fernand Dineur che ben presto li cede al giovane disegnatore William Maltaite, in arte Will. I due improvvisati detective ( uno calvo e l'altro barbuto) vivono diverse avventure di carattere poliziesco o fantastico e in uno degli albi più graditi è raccontata la storia di un tentativo di colpo di stato messo in atto grazie al controllo del potere e dei mass-media. L'albo in questione è il n.37 dal titolo "Les phalanges de Jeanne d'Arc" ( "Le falangi di Giovanna D'Arco") e a seguire l'albo " La tentation du Bien", ad opera del valido sceneggiatore Stephen Desberg che in quegli anni curava la serie. Le due storie sono state raccolte in Francia , pochi anni fa, in un'antologia a cura della Panini Comics come supplemento al quotidiano " La Derniére Heure".
"Le falangi di Giovanna D'Arco" è un gruppo di facinorosi che incute il terrore degli extracomunitari e dei "diversi" inneggiando a un rigore morale e a una sicurezza nelle strade da ottenere tramite ronde di stampo estremo-fascista e che non abbiano scrupoli a falsificare le prove per condannare un emigrante con il permesso di soggiorno scaduto, buono per fare da capro espiatorio sebbene sia innocente. Chi organizza il tutto è un ricco magnate, Antonin De Maldague, che riesce a controllare vari giornali e tv tanto che questi preferiscono dare spazio a veline e gossip piuttosto che a notizie di cronaca più drammatiche: insomma, le notizie scomode devono scomparire e possono avere spazio solo quelle che fanno comodo al ricco politicante ( violenza per le strade, lotta all' immigrazione, ecc...). Lo scopo del magnate è scardinare la democrazia del proprio Paese e ripristinare la monarchia. Il suo piano sembra riuscire: è ricco, affascinante e molte persone sono attratte dai suoi modi suadenti e dalla sua politica spericolata ma alla fine, grazie a Tif e Tondu, il potente politico si rivelerà essere colluso in traffici illegali.
Che peccato! Da noi un fumetto come questo non potrebbe mai venire pubblicato. Sia perché non esistono più le riviste antologiche per ragazzi, sia perché di questi tempi un tema come questo darebbe da pensare. Ai ragazzi e agli adulti.



venerdì 6 febbraio 2009

DRAGON BALL al cinema!

Ecco il trailer in Italiano del film cinematografico di Dragon ball. Si attendono commenti!....

martedì 20 gennaio 2009

Ohhhh, Spirit!

E' uscito il film di "Spirit" al cinema. E a proposito del detective creduto morto creato da Will Eisner questa vignetta di "Spirit" datata 7 marzo 1944 parla da sola.

mercoledì 14 gennaio 2009

Astèrix ha 50 anni!

La notizia è già circolata da alcuni giorni nell'ambiente del fumetto: dopo aver acquistato il 60% della casa editrice Albert-René ( che da anni in Francia pubblica le avventure di Astérix), le edizioni Hachette hanno avuto il diritto di proseguire le avventure dell'irriducibile Gallo dopo la morte del suo ultimo creatore. Sia Anne Goscinny ( figlia dello scomparso Renè) che Uderzo hanno dato il loro consenso. In pratica, Astèrix potrebbe sopravvivere ai suoi due papà. Ma Sylvie, la figlia di Uderzo che dirige la casa editrice, detiene il restante 40% della proprietà e pare non essere d'accordo con questa mossa finanziaria.
Già negli anni 60 Daan Jippes si era candidato per disegnare le storie corte, ma senza successo.
Comunque Albert Uderzo a 81 anni è in piena forma e conta di proseguire a scrivere e a disegnare numerosi altri albi a fumetti, a iniziare da quello che uscirà domani, 15 gennaio, che è la riedizione della storia che narra di come Obèlix cadde nella marmitta di pozione magica, un libro uscito in Italia anni fa. Poi in Ottobre uscirà un nuovo albo cartonato in occasione dei 50 anni di Astèrix costituito da diverse storie brevi e tutte inedite.
Sperando di non incappare in un'imbarazzante "incidente di percorso" come per l'ultima avventura uscita, nell'attesa ecco un singolare cross-over con Pif ed Hercules, personaggi creati da José Cabrero Arnal e molto famosi oltr'alpe. La storia fu pubblicata diverso tempo fa in Francia ( in occasione del trentennale di Astèrix) dalla rivista per ragazzi "Pif" a opera dei testi di Francois Corteggiani e dei disegni dello strepitoso Giorgio Cavazzano.