martedì 17 marzo 2009

Jacovittttttaggini


Scartabellando tra fumetti, file, ricordi e vecchie fotografie trovo un vecchio "Fumo di China" ( una delle prime rivista di crtica del fumetto) e mi accorgo anche che è passata da pochi giorni la ricorrenza della nascita di Jacovitti.
Era il 1993, non proprio pochi mesi fa, e grazie a un amico riesco a mettermi in contatto con Benito Jacovitti che, peraltro, abitava a poca distanza da me. L'occasione era troppo ghiotta: passare un pomeriggio con uno dei più grandi autori del fumetto! Lo stesso Jac che leggevo sulle pagine del "Corriere dei piccoli" e di cui ammiravo il genio e la sregolatezza, nonostante la mia giovanissima età. Insieme ad altri appassionati di fumetto chiediamo a Jac se ci concede un intervista per FdC e lui è ben lieto di accettare.
Intervistarlo non fu facile: quando inizia a parlare è un fiume in piena di parole, aneddoti ricordi e facezie varie. Col senno di poi forse non tutte erano veritiere, forse si divertiva garbatamente a prenderci in giro inventando storie fantastiche e incredibili proprio come ha sempre fatto disegnando i fumetti in maniera particolare, con lo stile che contradistingue l'artista dall'artigiano. Un vero artista "folle" e geniale anche nella vita!
Fa gli scherzi per citofono, fa le linguacce, parla delle donne con l'entusiasmo di un adolescente e continua a fumare sigari marca Apostolado.
" Io ho quattro nomi, tutti da dittatore _ dice _ Benito, Franco, Giuseppe e Antonio ( del Portogallo). Ci mancava soltanto che mio padre mi mettesse nome Adolfo!"
Con questa battuta entro nel regno di Jacovitti dove alle pareti sono appese cornicci che testimoniano le onoreficenze giustamente ricevute ma ci sono anche targhe in metallo che avvertono che " è vietato cosare". In un angolo della stanzetta il tavolino di legno dove per anni il nostro ha creato tante divertenti storie. Direttamente a china, recita la leggenda. E c'è da credergli perché nei bellissimi originali che ho visto non vi è traccia di segni di matita!
"All'età di sei anni disegnavo sulla strada con il carbone. Mi divertivo così: ero figlio di operai e non avevo giocattoli, Me li costruivo io con la stoffa e con il carbone e quando andavo al cinema a vedere i film muti con Tom Mix poi disegnavo i personaggi sui lastroni di pietra: ero una specie di "madonnaro"! Quando tornavo a casa i miei si arrabbiavano perchè mi ero sporcato tutto!"
Questi sono i suoi inizi, ma aveva tanti progetti per il futuro.
"Ho in mente una storia di Cocco Bill che si intitolerà " I predatori dell'arco perduto" dove lui dovrà affrontare una banda di pistoleros e delinquenti che cercano un tesoro. Poi finirà in una valle in cui da mille anni vivono dei Vichinghi. Ci sarà un combattimento tra pellerossa e banditi che cercano entrambi questo arco; sarà Cocco Bill a trovarlo e lo donerà agli indiani, ma banditi e vichinghi tenteranno di rubarlo. Probabilmente poi inventerò un nuovo personaggio che si chiamerà Andonio ( proprio con la D ! ). La Terra , dopo un 'esplosione atomica, si è ridotta in tanti pezzetti vaganti: c'è un pezzo di Albania, uno delle Marche, ecc... Lui, con uno strano apparecchio, gira da un posto all'altro per raccattare il passato: tutte le cose buone e genuine che c'erano una volta, come il pane , il salame e così via..."
Sono tantissime le pagine di Jacovitti sparse per il mondo: nella sua grande giovialità le regalava a chiunque veniva a fargli visita e si rammaricava quando poi si accorgeva che veniva rivendute a caro prezzo all'interno delle fiere a fumetti. Un dono dato col cuore veniva mercificato e rivenduto!
Jacovitti si è cimentato su ogni genere di storie: western, fantascientifiche, poliziesche, romantiche, di pirati, con animali antropomorfi, e satiriche. E' famoso il suo periodo a "Linus" dove venne addirittura censurato!
" Il personaggio di Gionni Peppe non me lo censurò la redazione ma i lettori che mi hanno accusato di essere fascista. Creavo delle situazioni contro l'ultra sinistra e l'ultra destra; infatti io sono un liberale, un estremista di centro! Ho ricevuto molte lettere di minacce dalla sinistra e delle telefonate con minacce di morte dall'estrema destra fascista: Ma io gli rispondevo sghignazzando e loro minacciavano di farmi la pelle. Venite pure! _gli rispondevo _ Ne ho tanta di pelle!" ..."Ma dopo la guerra, nel 1946, ho progettato tanti giornali insieme a un gruppo formato da Age, Scarpelli, Metz, Fellini... Magari duravano solo due o tre settimane e poi falivano. Ne ricordo uno , il "Don Basilio" ( al quale però non ho collaborato) che era un giornale anti clericale ed è durato due anni. Dopo la guerra l'Italia era divisa in due parti: il Fronte Popolare e la parte cattolica, cioè la Democrazia Cristiana. Poi c'era un piccolo partito: il partito dell'Uomo Qualunque" che è citato anche nella mia storia " Battista l'ingenuo fascista". Lui tenta di entrare in diversi partiti ma non ne trova nemmeno uno che faccia al caso suo. Una storia attuale. "
Ti fa paura la morte?_ gli chiesi.
" No, perché le cose sono due: se il Paradiso non esiste sono morto e non mi accorgo di niente. Però se c'è e, come dicono, c'è molta luce, mi devo portare gli occhiali da sole! Io sono credente ma non sono cattolico. Le religioni sono una trovata degli uomini e hanno portato alle cose peggiori dell'umanità, ossia alle guerre. Le guerre della Palestina o della ex Jugoslavia sono anche guerre religiose e io credo in un Dio diverso da quello dei cattolici."
Jacovitti è contento dell'intervista perchè ama chiacchierare amabilmente con i giovani ( la foto dove ho qualche capello in più testimonia il tempo passato) perchè non è costretto a rispondere a domande difficili che richiedano l'avvocato, ci dice!
Ci regala dei disegni, ovviamente. Butta in terra degli enormi cassetti pieni di tavole di Tarallino, vignette dal diario Vitt, illustrazioni varie e ci dice di scegliere. Io mi commuovo un po' di fronte a tanta generosità e mi riprometto di contraccambiare con un mio disegno.
Pochi anni dopo raggiunge i pascoli di Manitù , espressione letta su "Cocco Bill", e allora mi domando se si è portato gli occhiali da sole.

2 commenti:

Davide Di Giorgio ha detto...

Grazie Fabrizio per questo bellissimo e toccante ricordo di un autentico Genio del fumetto (italiano e non). Quanto mi manca Jac, per fortuna le sue opere sono lì a rendergli merito per l'eternità!
In questo periodo ad esempio lo sto ritrovando sui DVD di "Supergulp!" e ogni volta è una festa!

stefano capoccia ha detto...

scusa, ma coccobil(la prima immagine). le sue storie non venivano "narrate" nel Giornalino, famoso(almeno credo) giornalino(scusa la ripetizione) per ragazzi